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Estremi:
Cassazione civile, 2021,
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    Il Tribunale di Arezzo, con decreto depositato in data 21 agosto 2017, ha rigettato l'opposizione L. Fall., ex art. 98, proposta dal Dott. S.P. per ottenere l'ammissione in prededuzione, allo stato passivo del Fallimento (OMISSIS) s.r.l., del credito professionale - ammesso dal G.D. in privilegio ex art. 2751 bis c.c., n. 2 - vantato per avere predisposto e redatto la domanda per l'ammissione della società poi fallita alla procedura di concordato preventivo.

    Il tribunale ha condiviso la decisione del G.D., fondata sul rilievo che la proposta concordataria era stata dichiarata inammissibile (in quanto inidonea ad assicurare il pagamento dei crediti chirografari nella misura del 20%) e che pertanto "difettavano in radice i presupposti per il riconoscimento della prededuzione L. Fall., ex art. 111, stante la mancanza di una procedura concorsuale rispetto alla quale valutare la funzionalità e/o l'occasionalità della prestazione"; in particolare, il giudice del merito, dopo aver premesso che il giudizio sulla funzionalità del credito del professionista deve essere operato ex ante, ha osservato che il difetto di fattibilità giuridica della proposta impediva di ritenere validamente esistente il suo elemento causale ed era destinato a ripercuotersi ab imis sulla legittimità della procedura di concordato, con conseguente non rispondenza allo scopo della stessa dell'attività da cui il credito era scaturito.

    Avverso il predetto decreto S.P. ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi.

    Il Fallimento (OMISSIS) s.p.a. ha resistito con controricorso.

    Entrambe le parti hanno depositato memorie ex art. 378 c.p.c..

  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Con il primo motivo S. denuncia la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, L. Fall., artt. 69 bis e 111.

    Secondo il ricorrente, il tribunale aretino avrebbe erroneamente assimilato all'assenza fattuale di una domanda di concordato preventivo la diversa ipotesi in cui la domanda sia stata presentata ma dichiarata inammissibile, così ponendo sul medesimo piano le distinte fattispecie dell'inesistenza di una procedura concordataria e della sua non utile prosecuzione.

    2. Con il secondo motivo il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, L. Fall., art. 111.

    Osserva che la declaratoria di inammissibilità della domanda di concordato non è idonea a privare il credito del professionista del rango della prededuzione, avendo l'art. 111 cit., esteso la prededucibilità a tutti i crediti sorti in funzione di precedenti procedure concorsuali, fra i quali il credito del professionista rientra de plano, senza che debba verificarsi il "risultato" delle prestazioni (certamente strumentali all'accesso alla procedura minore) da questi svolte, ovvero la loro concreta utilità per la massa.

    3. I motivi, da esaminarsi unitariamente in ragione della stretta connessione delle questioni trattate, sono infondati.

    Va preliminarmente osservato che, in tema di concordato preventivo, questa Corte ha costantemente statuito che il credito del professionista che abbia svolto attività di assistenza e consulenza per la redazione e la presentazione della domanda, rientra de plano tra i crediti sorti "in funzione" della procedura e, come tale, ai sensi della L. Fall., art. 111, comma 2 - norma che ha introdotto un'eccezione al principio della par condicio creditorum al fine di favorire il ricorso a forme di soluzione concordata della crisi d'impresa - va soddisfatto in prededuzione nel successivo fallimento, senza...

Correlazioni:

Note a sentenza (2)

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