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  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    1. Con decreto del 24 ottobre/3 dicembre 2013, il Tribunale di Bergamo accolse solo parzialmente l'opposizione L. Fall., ex art. 98L. Fall. di T.M., quale associato allo "Studio T. M. G. C. - Commercialisti Associati", nei confronti del Fallimento (OMISSIS) s.r.l..

    1.1. In particolare: i) confermò l'ammissione al passivo di quel fallimento, in privilegio ex art. 2751-bis c.c., n. 2, del suo credito di Euro 55.000,00 (derivante dalla attività professionale, da lui svolta per la menzionata società in bonis, pendente il termine a quest'ultima concesso L. Fall., ex art. 161, comma 6, e consistita nella redazione dell'attestazione di cui alla L. Fall., art. 161, comma 3), rigettandone la richiesta di collocazione in prededuzione, L. Fall., ex art. 111, perchè "la redazione della relazione L. Fall., ex art. 161 da parte del professionista opponente, nel caso di specie, non solo non ha rivestito alcuna utilità nella procedura di fallimento, dichiarato dal tribunale in assenza dei presupposti per l'ammissibilità del concordato, ma, avendo attestato la "non fattibilità del piano", neppure avrebbe dovuto essere prodotta insieme alla proposta ed al piano di concordato depositati dalla (OMISSIS) s.r.l., in quanto del tutto inutile"; ammise, invece, il suo ulteriore credito per gli interessi legali fino al deposito del piano di riparto e per le somme relative all'I.V.A., in via chirografaria, ed alla Cassa Previdenza, in privilegio L. n. 21 del 1986, ex art. 11, da calcolarsi su quanto effettivamente ripartito.

    2. Il T., nella indicata qualità, ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un unico, complesso motivo. Ha resistito, con controricorso, la curatela fallimentare. Entrambe le parti hanno depositato memoria ex art. 380-bis.1 c.p.c..

  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. La formulata doglianza, rubricata "Violazione e falsa applicazione del R.D. 16 marzo 1942, n. 267, art. 111, comma 2, e art. 161, comma 7, ultima parte (Legge Fallimentare) - Omessa, insufficiente, contraddittoria motivazione circa fatti controversi e decisivi - Impugnazione ai sensi dell'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5 - Cassazione della sentenza impugnata con decisione della causa nel merito ovvero, in subordine, con rinvio ai sensi dell'art. 383 c.p.c.", lamenta, in tutti i profili in cui è articolata, l'erroneità del decreto impugnato esclusivamente nella parte in cui non ha riconosciuto la collocazione in prededuzione al suddetto credito di Euro 55.000,00, già ammesso in via privilegiata.

    2. Sotto il profilo della denunciata "omessa, insufficiente, contraddittoria motivazione circa fatti controversi e decisivi", il descritto motivo è inammissibile, in quanto riferito ad una nozione di vizio motivazionale non riconducibile ad alcuna delle ipotesi previste dal codice di rito, ed in particolare non sussumibile in quello oggi contemplato dall'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nella formulazione disposta dal D.L. n. 83 del 2012, art. 54, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 134 del 2012 (applicabile ratione temporis, risultando impugnato un decreto decisorio pubblicato il 3 dicembre 2013), atteso che tale mezzo di impugnazione può concernere esclusivamente l'omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che sia stato oggetto di discussione tra le parti, in ordine al quale, peraltro, il ricorrente è pure tenuto a specifici oneri di allegazione (cfr. Cass., SU, n. 8053 del 2014) qui rimasti affatto inadempiuti.

    3. E', invece, fondata, alla stregua delle considerazioni di cui appresso, la prospettata doglianza di violazione di legge.

    3.1. Giova immediatamente rimarcare che è assolutamente incontroverso tra le parti che: i) il 24 ottobre 2012, la (OMISSIS) s.r.l. in bonis...

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