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Estremi:
Cassazione civile, 2019,
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    C.F. ha proposto ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, avverso il decreto del tribunale di Ravenna di rigetto dell'opposizione da lui promossa contro lo stato passivo della liquidazione coatta amministrativa del (OMISSIS) soc. coop. p.a. (d'ora in avanti semplicemente Consorzio), avente a oggetto l'insinuazione, in prededuzione, di parte del credito, già ammesso in via privilegiata ex art. 2751-bis c.c., n. 5, per servizi di trasporto resi in favore del Consorzio dopo la presentazione, a opera di quest'ultimo, di una domanda di ammissione al concordato preventivo con riserva, poi rinunciata.

    Il commissario liquidatore ha resistito con controricorso.

    Avviata in un primo momento alla trattazione camerale dinanzi alla Sesta sezione civile, la causa è stata rimessa in pubblica udienza avanti a questa Sezione con ordinanza interlocutoria n. 23213 del 2018.

    Le parti hanno depositato memorie.

  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    I. - Il tribunale di Ravenna ha ritenuto: (i) inapplicabile, nella specie, l'invocato principio di consecuzione delle procedure, poichè la domanda ex art. 161, comma 6, L. Fall., non corredata, nel termine a tal fine assegnato, dal deposito della proposta e del piano, era stata rinunciata; (ii) impossibile valutare l'inerenza e la funzionalità delle prestazioni eseguite dal ricorrente dopo il deposito, da parte del Consorzio, della domanda suddetta, stante la totale assenza di indicazione, seppure sommaria, delle risorse su cui il piano sarebbe stato eventualmente basato; (iii) irrilevante la questione della necessità di tutela dei terzi posta a fondamento dell'avvenuta abrogazione del D.L. n. 145 del 2013, art. 11, comma 3-quater, attesa la particolare posizione rivestita dal ricorrente rispetto al Consorzio, di cui egli invero era socio.

    In dettaglio, il tribunale ha rilevato che l'istante aveva basato la domanda sul principio di consecuzione tra procedure concorsuali e sulle presunte funzionalità e utilità delle prestazioni nella fase di preconcordato, in relazione alle esigenze della procedura concorsuale e all'interesse dei creditori; e tuttavia nessuna procedura era concretamente iniziata prima della liquidazione coatta, donde non potevasi ravvisare il presupposto della prededucibilità dei crediti sorti nell'ambito della procedura minore, poichè appunto il Consorzio aveva successivamente rinunciato alla domanda dichiarando di non essere in grado di presentare il piano concordatario; sicchè la rinuncia aveva rappresentato una cesura tale da escludere l'esistenza della consecuzione.

    Ha soggiunto che neppure potevano considerarsi sussistenti i presupposti dettati dall'art. 111 L. Fall. onde qualificare il credito vantato come prededucibile; ai sensi dell'art. 161, commi 6 e 7, L. Fall., era infatti necessario distinguere tra i crediti basati su una previa valutazione giudiziale circa la...

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