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  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    La corte d'appello di Catania, con sentenza depositata il 19-5-2014, ha respinto il reclamo di (OMISSIS) s.p.a. nei confronti della sentenza del tribunale di Siracusa che ne aveva dichiarato il fallimento.

    Per quanto ancora di interesse in questa sede, la corte d'appello, dando atto che la società era stata costituita per la gestione unitaria del servizio idrico integrato del territorio provinciale in forza di apposita concessione stipulata col Consorzio A.t.o., ha confermato la valutazione del primo giudice in merito all'esistenza dello stato di insolvenza, considerandolo correttamente dedotto dal marcato sbilanciamento tra l'attivo e il passivo patrimoniale accertati in base agli elementi contabili provenienti dalla stessa società, ed evidenzianti un indebitamento complessivo che in pochi anni, tra il 2010 e il 2013, era giunto a oltre 74 milioni di Euro.

    Visto l'andamento di simile condizione, la corte d'appello ha soggiunto che poteva escludersi qualsivoglia concreta prospettiva di risanamento, anche tenendo conto dei piani di rientro allegati dalla reclamante. Tali piani, invero, non erano stati supportati da definitivi accordi quanto all'ingente debito con Enel s.p.a. (15 milioni di Euro) ed erano stati contraddetti da inadempimenti finanche degli accordi transattivi intervenuti con Sicil Condotte s.r.l. e con Ecosystem s.r.l.. In ogni caso non era stato oggetto di contestazione, per gli esercizi anteriori al 2013, il credito vantato dal Consorzio A.t.o. per il pagamento di canoni concessori scaduti, in vero appostato in bilancio per oltre 3 milioni di Euro al 31-12-2012; sicchè, assorbita ogni altra considerazione, l'escussione della garanzia da parte del Consorzio medesimo, per il suddetto ingente importo, non poteva dirsi prima facie indebita e anzi finiva per concretizzare un chiaro ulteriore indizio dell'insolvenza della debitrice.

    Dinanzi a ciò, con un indebitamento ascendente a oltre Euro...

  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. - Non può trovare consenso l'eccezione preliminare sollevata dal Consorzio A.t.o. in ordine alla tardività del ricorso per cassazione.

    La tardività deriverebbe dal fatto che la sentenza - si dice - era stata notificata a cura della cancelleria ai sensi del D.L. n. 179 del 2012, conv. con modificazioni in L. n. 221 del 2012, con messaggio Pec contenente il testo integrale del provvedimento, spedito e ricevuto il 19-5-2014.

    In contrario si osserva che il doc. 2 allegato al controricorso, che il Consorzio ha indicato come dimostrativo dell'assunto, attiene esclusivamente alla notificazione via Pec eseguita all'indirizzo del Consorzio medesimo, non anche, invece, a quella che secondo la postulazione sarebbe stata analogamente fatta all'indirizzo della società ricorrente.

    Di tale asserita notificazione non v'è riscontro negli atti a disposizione della Corte, nei quali invece trovasi, depositata dalla ricorrente, la copia autentica della sentenza notificatale a mezzo ufficiale giudiziario in data 10-6-2014.

    Rispetto a tale data - l'unica che la Corte è in grado di verificare come attinente alla notificazione della sentenza alla parte - il ricorso è tempestivo.

    2. - Con l'unico articolato motivo la ricorrente denunzia la violazione e falsa applicazione dell'art. 5 L. Fall., ascrivendo al giudice del merito di aver ritenuto che il concetto di insolvenza, rilevante ai fini del fallimento, vada determinato mediante l'applicazione mera dei criteri civilistici valevoli in tema di inadempimento delle obbligazioni. Viceversa, a fronte dell'insolvenza cd. "civile", rispondente a un concetto statico che si concretizza nel momento in cui il peggioramento delle condizioni patrimoniali del debitore gli impedisce di adempiere con regolarità le proprie obbligazioni, si sarebbe dovuto far riferimento alla cd. insolvenza "commerciale"; concetto - codesto - di ordine "dinamico" in...

Correlazioni:

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