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Estremi:
Consiglio di Stato, 2018,
  • Fatto

    FATTO

    1. Con separati ricorsi proposti davanti al Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia - sede di Milano le società Hitachi Rail Italy s.p.a. e ZF Italia s.r.l. impugnavano il diniego loro opposto dalla SPV Linea M4 s.p.a. - società veicolo concessionaria per il Comune di Milano della progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione della linea 4 della metropolitana milanese (in virtù di convenzione in data 22 dicembre 2014) - di autorizzazione al subcontratto in favore della seconda ricorrente per la fornitura di ammortizzatori, per un importo pari ad € 128.414,38 (diniego espresso con nota di prot. n. 4776-2017 del 10 novembre 2017).

    2. Il giudice di primo grado, previa loro riunione, respingeva i ricorsi, giudicando legittimo il diniego perché fondato sull'esistenza di precedenti penali incidenti sulla moralità professionale di un consigliere di amministrazione con poteri di rappresentanza dell'impresa sub-contraente.

    3. Per la riforma della sentenza di primo grado le società originarie ricorrenti hanno proposto appello, al quale resiste la SPV Linea M4.

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  • Diritto

    DIRITTO

    1. Va innanzitutto disposta la riunione degli appelli ai sensi dell'art. 96 cod. proc. amm., poiché proposti contro la stessa sentenza.

    2. Nel merito, deve premettersi che il diniego al sub-contratto impugnato si fonda sui precedenti penali a carico di uno dei consiglieri di amministrazione della ZF Italia, e cioè simulazione di reato e truffa aggravata in danno dello Stato, ai sensi degli artt. 367 e 640, comma 2, n. 1), cod. pen., ritenuti da SPV Linea M4 "oggettivamente idonei ad incidere sulla moralità professionale del soggetto" ai sensi dell'allora vigente art. 38 del codice dei contratti pubblici di cui all'art. 38 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Al riguardo l'amministrazione resistente ha rilevato che la sentenza di applicazione della pena ex art. 444 cod. proc. pen. nei confronti di tale soggetto "è recente (5 marzo 2015) e il breve tempo trascorso non può far venir meno la rilevanza di tali reati". Nel medesimo provvedimento viene anche evidenziato che "la pena in concreto irrogata (reclusione di 10 mesi e multa di Euro 400) appare significativa, anche in riferimento alla cornice edittale prevista per tali reati".

    3. Come poi risulta dalla sentenza di patteggiamento in questione, versata agli atti del giudizio, il delitto di simulazione di reato è consistito nel fatto che l'imputato "a seguito della ricezione di n. 5 verbali di contravvenzione per eccesso di velocità" contro di lui elevati, nello stesso giorno aveva sporto denuncia in cui aveva negato di essere stato alla guida del veicolo ed affermava falsamente che quest'ultimo gli era stato rubato e che la targa era stata contraffatta. In relazione alla stessa vicenda il consigliere d'amministrazione aveva proposto ricorso al Prefetto per l'annullamento dei verbali allegando la...

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