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Estremi:
T.A.R. Milano, (Lombardia), 2018,
  • Fatto

    FATTO

    Con bando di gara pubblicato sulla GUUE in data 3.5.2010, Metropolitana Milanese S.p.a. (nel proseguo "MM"), ha indetto una procedura aperta per l'affidamento di un appalto integrato, avente ad oggetto la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori per il prolungamento della Linea 1 della Metropolitana di Milano, da Sesto FS a Cinisello-Monza, per un importo complessivo di Euro 89.711.702,00 (di cui Euro 85.145.609,00 per l'esecuzione dei lavori, Euro 1.045.000,00 per la progettazione, ed Euro 3.521.093,00 per oneri della sicurezza).

    In esito alle operazioni di gara, la procedura è stata aggiudicata al raggruppamento temporaneo di imprese avente quale capogruppo CO.E.STRA S.p.a., e come mandanti Bonciani e ACMAR S.c.p.a. (nel proseguo "r.t.i. CO.E.STRA"), con cui MM ha stipulato il relativo contratto, in data 6.5.2011.

    Successivamente all'elaborazione della progettazione esecutiva, il r.t.i. CO.E.STRA diveniva tuttavia inadempiente, ciò che dava luogo alla risoluzione del predetto contratto, in data 11.3.2015, dopo che lo stesso aveva eseguito lavori pari ad Euro 23.425.153,01, ed ad Euro 1.992.659,46 per oneri di sicurezza.

    Conseguentemente, in data 2.4.2015, MM ha avviato una procedura di interpello, ex art. 140 D.Lgs. n. 163/2006, a tal fine coinvolgendo il raggruppamento temporaneo di imprese composto da De Sanctis Costruzioni (capogruppo) e Cavalleri Ottavio (associata), secondo classificato, ed il consorzio ricorrente, quarto classificato (alla terza classificata non è stata inoltrata alcuna richiesta essendo incorsa, medio tempore, in una procedura di fallimento).

    Con nota prot. n. 115 del 10.4.2015, l'impresa De Sanctis Costruzioni ha manifestato la propria disponibilità al subentro, come impresa singola, essendo la mandante sottoposta alla procedura di concordato preventivo con decreto di omologa del 11.3.2015.

    Con nota del...

  • Diritto

    DIRITTO

    I) Il ricorso incidentale è fondato, come già evidenziato in sede cautelare, avuto riguardo alle censure sollevate nell'ultimo motivo aggiunto.

    In sede di interpello, la ricorrente ha infatti indicato, quale consorziata esecutrice dei lavori, la ditta C.M.C., che aveva partecipato autonomamente alla gara, con un'offerta inizialmente collocata al terzo posto, ma successivamente esclusa per anomalia, con provvedimento n. 4714 del 3.2.2011.

    Al momento dell'interpello, la predetta C.M.C. non era pertanto inserita nella graduatoria, per aver presentato un'offerta che MM, con provvedimento inoppugnato, né peraltro contestato in occasione del presente giudizio, ha ritenuto inaffidabile.

    Il giudizio di anomalia dell'offerta esprime infatti la complessiva inattendibilità della stessa (C.S., Sez. V, 23.1.2018 n. 430, T.A.R. Campania, Napoli, Sez. IV, 9.2.2016 n. 678), in ragione dell'implausibilità dell'intera operazione economica, sulla base della sua insostenibilità, e della sua incapacità a garantire l'efficace perseguimento dell'interesse pubblico (T.A.R. Lombardia, Brescia, Sez. II, 13.5.2011, n. 693), non potendo pertanto ritenere che CMC, a fronte della prognosi negativa formulata da MM nei suoi confronti, potesse subentrare, sic et simpliciter, nell'esecuzione del contratto.

    Secondo la ricorrente principale, a seguito dell'interpello, CMC. sarebbe tuttavia stata chiamata a dare esecuzione all'offerta formulata dal r.t.i. CO.E.STRA, e non alla propria, ciò che, a suo dire, renderebbe irrilevante il pregresso giudizio di anomalia.

    Ritiene in contrario il Collegio che, allo stato, CMC risulta essere stata esclusa dalla graduatoria, in conseguenza della formulazione di un giudizio di inidoneità all'esecuzione dell'appalto, come detto non contestato, né medio tempore superato da ulteriori provvedimenti o da un intervento di autotutela.

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