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Estremi:
Cassazione civile, 2018, Vedi massime correlate
  • Fatto

    FATTI DI CAUSA

    (OMISSIS) s.r.l., in liquidazione (di seguito breviter (OMISSIS)), depositò innanzi al Tribunale di Grosseto una domanda di concordato preventivo con cessione integrale dei beni a creditori; il tribunale, ammessa la proponente alla procedura di concordato, preso atto del mancato raggiungimento delle maggioranze all'esito del voto espresso dai creditori, non omologò il concordato dichiarando contestualmente il fallimento de (OMISSIS).

    Proposto reclamo dalla fallita, la Corte d'appello di Firenze revocò il fallimento, rimettendo gli atti al primo giudice per il prosieguo della procedura concordataria; quindi, dichiarata l'inammissibilità del concordato per difetto delle maggioranze prescritte, il Tribunale di Grosseto, su istanza di un creditore, aprì di nuovo il fallimento della società proponente.

    La Corte d'appello di Firenze, con sentenza depositata il 10 giugno 2014, respinse il reclamo avanzato dalla fallita, affermando in primo luogo la competenza territoriale del Tribunale di Grosseto, essendo stata depositata l'originaria domanda di concordato preventivo presso il Tribunale di Grosseto, prima del decorso dell'anno dal trasferimento della sede sociale presso altro circondario.

    Precisò il giudice di merito che il credito vantato da un socio per i finanziamenti eseguiti in favore della società fallita, da reputarsi postergato ex art. 2467 c.c., non poteva essere ammesso al voto, come chirografario, se non dopo che fosse stato manifestato il consenso da parte della maggioranza degli altri creditori anch'essi chirografari, assumendo altresì l'inammissibilità di una classe di creditori - composta dall'unico socio finanziatore postergato costituita nell'interesse esclusivo del debitore e al solo scopo di conseguire la maggioranza delle classi ammesse al voto.

    Respinse, infine, le ulteriori doglianze della reclamante riferite alla quantificazione dei crediti vantati da uno tra i creditori...

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  • Diritto

    RAGIONI DELLA DECISIONE

    1. Con il primo motivo di ricorso (OMISSIS) deduce la violazione degli artt. 9,161 e 162 l.fall., poichè la corte d'appello ha ritenuto la competenza per territorio del Tribunale di Grosseto, nonostante la sede dell'impresa fosse stata trasferita a Firenze, ben oltre un anno prima del deposito dell'istanza di fallimento da parte di un creditore.

    1.2. Il motivo è infondato.

    Non v'è da dubitare che la procedura di concordato preventivo definita con il decreto di inammissibilità e la contestuale sentenza di fallimento dal Tribunale di Grosseto di cui si discute in questa sede, fosse la medesima procedura avviata da (OMISSIS), prima del decorso dell'anno dal trasferimento della sua sede sociale da (OMISSIS).

    Dunque, ai sensi dell'art. 161, comma 1, l.fall., nel testo novellato dal D.L. 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla L. 14 maggio 2005, n. 80, pacificamente applicabile ratione temporis, correttamente la competenza per territorio è stata radicata innanzi al detto ufficio giudiziario, chiamato a pronunciarsi, quindi, non solo sull'originaria domanda di omologa del concordato, ma ovviamente anche sulle eventuali istanze di fallimento presentate in seno alla ridetta procedura dai creditori, ai sensi dell'art. 180, u.c., l.fall., come esattamente accaduto nella vicenda che ci occupa.

    2. Con il secondo motivo lamenta la ricorrente violazione dell'art. 160, comma 1, lett. c) e d), artt. 176,177 e 178 l.fall., avendo il giudice di merito erroneamente escluso dal voto il credito postergato vantato dal socio finanziatore, nonostante la proposta prevedesse l'integrale pagamento dei creditori chirografari, affermando contraddittoriamente che, non potendo essere costituita una classe composta dal solo creditore postergato, quest'ultimo andava comunque escluso dal voto.

    2.1 Il motivo è infondato, anche se la motivazione della corte d'appello merita di...

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