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Estremi:
Consiglio di Stato, 2018,
  • Fatto

    FATTO

    Con comunicazione del 23 marzo 2016, l'Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale della Provincia di Treviso (d'ora in avanti per brevità soltanto "ATER"), invitava l'impresa Bo. Ce. s.r.l. (nel prosieguo anche soltanto "Bo.") a partecipare alla procedura negoziata per l'affidamento dell'appalto avente ad oggetto "lavori di realizzazione di un fabbricato per complessivi n. 4 alloggi in Comune di Susegana". L'appalto, avente valore complessivo di € 476.000, 00, doveva essere aggiudicato con il criterio del prezzo più basso ai sensi dell'art. 82 del Codice dei Contratti Pubblici.

    Alla gara partecipavano tredici ditte e, all'esito dell'esame delle offerte e dell'attribuzione dei relativi punteggi, la procedura veniva definitivamente aggiudicata all'impresa Bo., odierna appellante, giusta determina del Commissario Starordinario n. 21 del 16.5. 2016.

    Tuttavia, nelle more della stipula del contratto, con nota prot. 201607197 del 1 giugno 2016, ATER comunicava all'aggiudicataria che, a seguito delle verifiche del possesso dei requisiti prescritti, la dichiarazione di gara resa dal legale rappresentante della Bo. in sede di presentazione dell'offerta doveva "essere qualificata come non veritiera", avendo la ditta dichiarato "di non trovarsi nelle condizioni previste dall'art. 38, comma 1, lett.a) del codice e precisamente di non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione coatta, di concordato preventivo, e che nei propri riguardi non è in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni", mentre dalle verifiche su indicate era emerso che in data 10.7.2013 il Tribunale di Belluno aveva omologato il concordato preventivo in continuità aziendale ai sensi dell'art. 186 bis del R.D. 16.03.1942, n. 267- Legge Fallimentare; si...

  • Diritto

    DIRITTO

    Ai fini della risoluzione della controversia oggetto del presente giudizio, la Sezione osserva come la questione giuridica principale sulla quale è incentrata l'impugnazione proposta dall'odierna appellante concerne la sussistenza dell'obbligo dichiarativo in gara al momento della presentazione delle offerte ai sensi dell'art. 38, comma 1, lett. a) del D.Lgs. n. 163 del 2006 di un'impresa partecipante precedentemente ammessa al concordato preventivo con continuità aziendale una volta che sia intervenuto il decreto di omologazione.

    Appare, in primo luogo, necessario, per fornire una soluzione alla problematica sottoposta all'attenzione del Collegio, svolgere una breve ricostruzione della vicenda sottesa al presente ricorso.

    L'impresa appellante è stata ammessa al concordato preventivo con continuità aziendale ai sensi dell'art. 186 bis della Legge Fallimentare, e il Tribunale di Belluno ha omologato il concordato in via definitiva con decreto del 10 luglio 2013.

    L'appalto veniva aggiudicato il 16 maggio 2016 alla ricorrente, la quale in sede di presentazione delle offerte aveva dichiarato ai sensi degli articoli 46 e 47 del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445"di non trovarsi nelle condizioni previste dall'art. 38, comma 1, lett. a) del codice e precisamente di non trovarsi in stato di fallimento, liquidazione coatta e concordato preventivo e che nei propri riguardi non è in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni", senza provvedere ad alcuna allegazione documentale.

    L'art. 16.2. lett. a) della lettera di invito stabiliva l'onere in capo al concorrente in stato di concordato preventivo con continuità aziendale di cui all'art. 186 bis del R.D. 16 marzo 1942, n. 267 di dichiarare di trovarsi in tale stato e di non partecipare alla gara quale impresa mandataria di un raggruppamento di imprese, nonché...

Correlazioni:

Legislazione Correlata (2)

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