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  • Fatto

    FATTO E DIRITTO

    Il Collegio:

    rilevato che V.A., in proprio e quale legale rappresentante della (OMISSIS) S.r.l., ha proposto ricorso per cassazione della sentenza n. 397/15, depositata in data 12 marzo, con la quale la Corte di appello di Ancona ha confermato il rigetto della opposizione avverso la sentenza del Tribunale di Ancona in data 12 giugno 2006 con cui era stato dichiarato il fallimento della (OMISSIS) s.r.l.;

    che la curatela del S.r.l. (OMISSIS) si è costituita con controricorso, mentre l'intimata HIGH TECH SOLAR s.r.l. non ha svolto difese;

    considerato che con l'unico motivo di ricorso, illustrato anche con memoria, la ricorrente lamenta la violazione o falsa applicazione della L.Fall., art. 5, con riguardo all'accertamento dello stato di insolvenza;

    che il controricorrente ha chiesto dichiararsi inammissibile o rigettarsi il ricorso;

    che sussistono le condizioni per la redazione della motivazione in forma semplificata.

  • Diritto

    RITENUTO IN DIRITTO

    che il motivo di ricorso si mostra inammissibile a norma dell'art. 360 - bis c.p.c., per la parte in cui deduce la violazione o falsa applicazione della L.Fall., art. 5: la Corte territoriale, ravvisando nella specie una situazione di incapacità non temporanea della società debitrice a far fronte alle proprie obbligazioni con mezzi ordinari in base al riscontro di rilevanti passività, di numerose procedure esecutive, di omesso deposito dei bilanci relativi ai due esercizi sociali precedenti il fallimento, non si è discostata dalla interpretazione della norma richiamata espressa dalla giurisprudenza di questa Corte (Sez. 1, Sentenza n. 9856 del 28/04/2006; Sez. 1, Sentenza n. 25961 del 05/12/2011; Sez. 1, Sentenza n. 19027 del 08/08/2013), cui deve darsi continuità non offrendo l'illustrazione del motivo elementi per modificarla; che, nella parte in cui il motivo postula (peraltro, genericamente) una situazione diversa da quella accertata in sede di merito, il motivo è parimenti inammissibile perchè tende a far compiere a questa Corte un nuovo giudizio di fatto, estraneo alla verifica di legittimità;

    che, pertanto, la declaratoria di inammissibilità si impone, con la conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese di questo giudizio, che si liquidano come in dispositivo.

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