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  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. A.G. ha proposto ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Genova in data 02/05/2016, che, assolvendolo quanto alla mensilità di dicembre 2007, ha confermato la sentenza del Tribunale di Genova quanto alla condanna per il reato di cui alla L. n. 638 del 1983, art. 2, comma 1 bis, in relazione all'omesso versamento di ritenute previdenziali per le mensilità da gennaio a dicembre 2008.

    2. Con un unico motivo lamenta la violazione della legge penale posto che la sentenza impugnata ha omesso di accertare se l'imputato sia stato posto nella condizione di fruire della causa di non punibilità L. n. 638 del 1983, ex art. 2, comma 1 bis, nulla venendo detto quanto alla necessaria notifica, nei suoi confronti, dell'accertamento Inps.

    Lamenta inoltre l'intervenuta prescrizione di tutte le mensilità.

  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. Il motivo di ricorso, già di per sè generico, perchè si limita ad affermare che la sentenza impugnata avrebbe trascurato di verificare se l'imputato sia stato posto nella condizione di fruire della causa di non punibilità a seguito della comunicazione dell'accertamento della violazione da parte dell'Inps senza lamentare, però, alcuna anomalia, quanto all'iter seguito in concreto, è comunque inammissibile ex art. 606 c.p.p., comma 3, già solo per non essere stata detta censura sollevata in precedenza con l'atto di appello.

    Quanto alla lamentata prescrizione, va osservato che, implicitamente esclusa dalla sentenza di primo grado la recidiva contestata, ed assunto, sulla base della più favorevole normativa pregressa alle modifiche attuate con il D.L. n. 8 del 2016, quale iniziale dies a quo quello del 16/05/2008 (dovendo tenersi conto della sospensione ex lege di mesi tre), il termine di prescrizione, considerata altresì la sospensione pari ad anni uno, mesi uno e giorni otto (conseguenti a rinvio delle udienze dal 09/01/2015 al 06/05/2015 su richiesta della difesa e dal 06/05/2015 al 17/02/2016 sempre su richiesta della difesa) ha iniziato a decorrere solo dal 24/12/2016 e, dunque, in data ampiamente successiva alla pronuncia della sentenza impugnata, sicchè correttamente la Corte territoriale ha disatteso la relativa doglianza.

    2. L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 2.000 alla Cassa delle Ammende.

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