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  • Fatto

    IL PROCESSO

    (OMISSIS) Società Consortile impugna la sentenza della Corte d'appello di Ancona 15.4.2015, n. 514/2015, che ebbe a respingere il reclamo interposto dalla medesima, avverso la sentenza dichiarativa del suo fallimento resa da Tribunale di Pesaro 14.5.2014, su istanza dei creditori Mitsubishi Electric Europe B.V., Ariston Thermo s.p.a., Unical A.G. s.p.a. e P.C., nonchè avverso il decreto di inammissibilità pronunciato in precedenza dal medesimo Tribunale, sulla proposta di concordato preventivo avanzata dalla società entro il termine accordato dopo il deposito del ricorso contenente una domanda di concordato preventivo con riserva.

    Secondo la corte d'appello, correttamente il tribunale aveva dichiarato inammissibile detta proposta di concordato, a causa dei pagamenti nei confronti di alcuni professionisti incaricati di curarne la stesura, effettuati dalla proponente proprio durante i termini accordati dal collegio per il deposito della proposta e del piano, in quanto siffatti crediti - irrilevante la circostanza che fossero sorti prima o dopo il deposito della domanda con riserva -, avrebbero potuto assumere rango prededucibile solo a seguito dell'intervenuta ammissione al concordato, in concreto poi non avvenuta. Con il risultato, a parere del giudice di merito, che avendo (OMISSIS) Società Consortile mediante siffatti pagamenti posto in essere atti di straordinaria amministrazione non autorizzati dal tribunale, ai sensi della L. Fall., art. 161, comma 7, sussistevano le condizioni previste dalla L. Fall., art. 173 per la revoca dell'ammissione e, quindi, per la non ammissione della stessa al concordato preventivo.

    Il ricorso è affidato a quattro motivi, cui resiste con controricorso la curatela del fallimento della (OMISSIS) Società Consortile. Il ricorrente ha depositato memoria.

    Si dà atto dell'avvenuta integrazione del contraddittorio verso i creditori già istanti per...

  • Diritto

    I FATTI RILEVANTI DELLA CAUSA E LE RAGIONI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo la ricorrente deduce la falsa applicazione della L. Fall., art. 111, in quanto i crediti vantati dai professionisti incaricati della stesura del piano e della proposta, vantavano di certo il rango prededucibile, non costituendo il relativo pagamento atto di frode ai danni dei creditori.

    Con il secondo motivo la ricorrente lamenta la violazione della L. Fall., art. 161, comma 7, e art. 167, nonchè l'omessa motivazione ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), in quanto la corte non ha pronunciato sulla dedotta circostanza che gli incarichi professionali, concernenti la stesura della proposta e del piano, sarebbero stati conferiti soltanto dopo il deposito della domanda di concordato preventivo in bianco, qualificandosi quindi l'erogazione dei relativi compensi come atto di ordinaria amministrazione, non bisognoso di autorizzazione da parte del tribunale o del giudice delegato.

    Con il terzo motivo assume l'istante la violazione della L. Fall., art. 111 in quanto, se si dovesse ritenere, come ha sostenuto il tribunale nel decreto di inammissibilità del concordato, che gli incarichi professionali in discussione erano stati conferiti prima del deposito della domanda di concordato preventivo con riserva, si tratterebbe comunque di atti funzionali alla procedura e, perciò, sicuramente prededucibili.

    Con il quarto motivo la ricorrente denuncia l'omessa motivazione del giudice del reclamo, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), sulla circostanza che, pure a ritenere gli incarichi professionali in oggetto come conferiti prima del deposito della domanda di concordato in bianco, trattandosi di rapporti pendenti L. Fall., ex art. 169-bis il relativo adempimento costituiva atto di ordinaria amministrazione, senza necessità di una preventiva autorizzazione da parte del collegio.

    1. I primi tre motivi, da trattare...

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