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  • Fatto

    PREMESSO

    Il Tribunale di Pisa ha respinto l'opposizione proposta dalla Fedeli Finanziaria allo stato passivo del fallimento (OMISSIS) s.r.l., al quale era stato ammesso in chirografo, e non in prededuzione come richiesto, il credito dell'opponente di Euro 600.000,00 a titolo di restituzione della caparra versata in relazione a contratto preliminare di compravendita immobiliare: contratto autorizzato dal giudice delegato nel corso della procedura di concordato preventivo che aveva preceduto il fallimento della società promittente venditrice, e successivamente sciolto per volontà del curatore ai sensi della L.Fall., art. 72.

    Il Tribunale ha osservato che lo scioglimento da parte del curatore aveva avuto l'effetto di far venir meno il contratto ex tunc, ripristinando la situazione anteriore alla stipula, con il risultato di sottoporre i rimborsi e le restituzioni alle norme sull'indebito. Nè poteva affermarsi che il contratto preliminare avesse comportato una qualche utilità per la massa, rilevante ai sensi della L.Fall., art. 111, dato che nel corso del giudizio ai sensi dell'art. 2932 c.c., introdotto dalla promissaria acquirente (e poi interrotto a seguito della dichiarazione del fallimento della prominente venditrice) l'opponente aveva aderito alla prospettazione della nullità del contratto da parte del giudice istruttore, e nessuna utilità per la massa poteva derivare da un contratto nullo.

    La Fedeli Finanziaria ha proposto ricorso per cassazione articolando un solo motivo di censura. Il curatore del fallimento si è difeso con controricorso.

    Con relazione ai sensi dell'art. 380 bis c.p.c., il Consigliere relatore ha proposto l'accoglimento del ricorso. La relazione è stata notificata agli avvocati delle parti costituite e l'avvocato di parte controricorrente ha presentato memoria.

  • Diritto

    CONSIDERATO

    1. - Con l'unico motivo di ricorso, denunciando violazione della L.Fall., artt. 111 e 167, nonchè erronea valutazione degli atti del richiamato giudizio di esecuzione in forma specifica dell'obbligo di contrarre, si sostiene la prededucibilità del credito restitutorio della caparra in quanto credito sorto in occasione della procedura di concordato preventivo, ai sensi della L.Fall., art. 111, essendo stata a suo tempo la stipula autorizzata dal giudice delegato, ai sensi dell'art. 167, in quanto funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori, e non essendovi stata, del resto, alcuna pronuncia di nullità del contratto medesimo.

    1.1. - Il motivo è fondato.

    Sono considerati prededucibili, ai sensi della L.Fall., art. 111, comma 2, tra gli altri i crediti "sorti in occasione... delle procedure concorsuali" di cui alla medesima legge, tra le quali quella di concordato preventivo.

    Questa Corte ha già avuto occasione di chiarire che, ai fini della individuazione di tali crediti, il "riferimento all'elemento cronologico ("in occasione"), deve essere integrato, per avere un senso compiuto, con un implicito elemento soggettivo e cioè quello della riferibilità del credito all'attività degli organi della procedura; in difetto di una tale integrazione il criterio in questione sarebbe palesemente irragionevole, in quanto porterebbe a considerare come prededucibili, per il solo fatto di essere sorti in occasione della procedura, i crediti conseguenti ad attività del debitore non funzionali ad esigenze della stessa. D'altro canto, la funzionalità alle esigenze della procedura non può costituire un criterio integrativo di quello cronologico, poichè tale funzionalità è autonomamente considerata come causa della prededucibilità dei crediti. In conclusione, in virtù del primo criterio, l'attività degli organi della procedura dà luogo a crediti prededucibili indipendentemente dalla verifica in...

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