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  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. C.M., CH.Ch. e T.S. rispondono, a seguito di doppia sentenza conforme di condanna, del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale in relazione al fallimento della Sinet srl (dichiarato dal tribunale di (OMISSIS)), per avere, quali extranei, concorso con soggetti separatamente giudicati nella distrazione di risorse liquide del complessivo importo di circa 406.000 Euro, ottenute mediante accensione di due conti correnti a nome della poi fallita presso la Banca delle Marche agenzia di (OMISSIS), di cui era direttore il T., accensione finalizzata all'anticipazione del portafoglio commerciale costituito da false fatture, il cui controvalore era stato prelevato in contanti o in forma di assegni circolari da persone incaricate dal C. e dal Ch., il primo, titolare di una società di diritto sammarinese (Trade&Share Consulting srl), il secondo suo collaboratore.

    2. Il procedimento investe una parte della più complessa vicenda relativa all'acquisizione della Sinet da parte del gruppo affaristico facente capo a A.G. e collaboratori, finalizzata alla distrazione di risorse acquisite anche attraverso attività truffaldine e al fallimento della società, cui erano preposti amministratori teste di legno, talora sotto falsa identità.

    3. C. e Ch. con ricorsi sostanzialmente sovrapponibili, a firma dello stesso difensore, articolano due motivi.

    4. Con il primo deducono violazione di legge in relazione all'art. 223 c.p.p., commi 1 e 2, e vizio di motivazione in punto sussistenza dell'elemento soggettivo del reato osservando che il C. aveva operato come consulente aziendale tale essendo l'attività svolta dalla società sammarinese a lui riferibile, e Ch. avrebbe fatto una sola comparsa presso Banca Marche su incarico del C., ...

  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. I ricorsi di C. e Ch. costituiscono mera riproposizione di doglianze puntualmente esaminate e motivatamente disattese nella sentenza impugnata, e sono comunque manifestamente infondati.

    2. Il profilo della sussistenza dell'elemento psicologico del reato, investito dalle censure di violazione di legge e vizio di motivazione, risulta nuovamente ancorato dai ricorrenti al mero dato formale della qualifica di consulente aziendale del C., per essere tale l'attività propria della società sammarinese a lui riferibile, e all'unica comparsa di Ch. presso Banca Marche su incarico del C., trascurando che, secondo le valutazioni di merito condotte in sentenza in termini appropriati, quindi incensurabili, e comunque neppure argomentatamente criticate, essi conoscevano il ruolo fittizio del L. amministratore di Sinet il quale materialmente movimentava i conti- che agiva su direttive altrui alle quali essi stessi partecipavano mettendo a disposizioni loro società per emissione di fatture per operazioni inesistenti da monetizzare.

    3. E' poi decisivo in punto consapevolezza e volontà degli imputati di contribuire alle distrazioni degli autori del reato proprio, il rilievo della corte territoriale, con il quale pure i ricorrenti hanno evitato di confrontarsi, circa il transito su conti della società sammarinese cui erano interessati sia C. che il suo braccio destro Ch., e il successivo dirottamento su conti lituani, delle risorse messe a disposizione di Sinet da Banca Marche (istituto di credito locale, operante lontano dalla piazza della società poi fallita) attraverso lo sconto di fatture per operazioni inesistenti, unica modalità operativa di Sinet, come confermato dalle teste G., dipendente di Trade&Share Consulting srl.

    4. Con ...

Correlazioni:

Note a sentenza (1)

Legislazione Correlata (4)

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