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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Il Fallimento della s.a.s. IGM di G.M. (fallimento dichiarato con sentenza del (OMISSIS)), agiva nei confronti della Moccia Irme s.p.a., per ottenere la dichiarazione di inefficacia L. Fall., ex art. 67, comma 1, n. 2 dell'atto di cessione dalla società in bonis alla convenuta, di parte del maggior credito vantato nei confronti del comune di Cerreto Sannita per la realizzazione di opere in appalto per l'importo di L. 218.657.841, nella sussistenza delle condizioni di legge; in subordine, chiedeva la dichiarazione di inefficacia del medesimo atto, L. Fall., ex art. 64.

    La convenuta eccepiva la prescrizione quinquennale e l'infondatezza della domanda.

    Il Tribunale, con sentenza del 13/2/07, accoglieva la domanda del Fallimento.

    La Corte d'appello di Napoli, con sentenza del 10-27 aprile 2009, ha rigettato l'impugnazione della soc. Moccia Irme, rilevando in particolare che l'appellante, nè in primo nè in secondo grado, aveva provato la natura onerosa della cessione, da ritenersi a titolo gratuito, in quanto adempimento di un debito non della IGM e/o di una società del Raggruppamento temporaneo di imprese di cui IGM era divenuta capogruppo dopo Impregima, ma di un soggetto terzo, Sannio Strade scarl; che era infondato il motivo d'appello relativo alla prova della inscientia decoctionis, atteso che, fronte della produzione della Curatela di protesti ed articoli di giornale, la parte appellante si era limitata ad invocare la pretesa solidità del gruppo M., quando risultava dalla stampa, non solo locale ma di rilevanza regionale, lo stato di crisi, ben conoscibile dall'appellante, operante nello stesso ambito regionale; che i protesti si riferivano alla Impregima, ma era pacifico che questa i pochi mesi prima della cessione di cui si tratta, aveva...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.1.- Con il primo motivo di ricorso, la ricorrente denuncia il vizio di violazione e falsa applicazione della L. Fall., art. 67, comma 10, n. 2, per essere stata revocata la cessione di credito che non ha funzione solutoria, in quanto adempimento di un debito altrui e, nella specie, per non avere IGM in bonis, nè in proprio nè quale mandataria dell'Ati costituita da Impregima e successivamente dall'avente causa IGM con le società Comapre, Edil Labor e Siap, estinto un debito proprio o dell'Ati, ma del terzo Sannio Strade, ex art. 1180 c.c., da cui la mancanza della funzione solutoria.

    1.2.- Col secondo motivo, la ricorrente si duole, in subordine, del vizio di motivazione, ravvisabile nella carente disamina della natura giuridica dell'atto impugnato, costituente adempimento del terzo e quindi privo della funzione solutoria richiesta dalla L. Fall., art. 67, comma 1, n. 2, rilevando il richiamo da parte della Corte d'appello alla gratuità dell'atto, irrilevante.

    1.3.- Col terzo, in subordine,censura la pronuncia impugnata per la ritenuta insussistenza della prova della inscientia; le notizie di stampa erano relative alla provincia di Caserta e successive alla cessione, quanto ai protesti, la parte non era a conoscenza del trasferimento dell'azienda da Impregima ad IGM da cui l'ininfluenza degli stessi.

    1.4.- Col quarto, denuncia il vizio di violazione e falsa applicazione della L. Fall., art. 64 in rapporto all'art. 1180 c.c., per avere la Corte d'appello ritenuto la cessione di credito atto a titolo gratuito, andando in contrario avviso alla giurisprudenza di legittimità, occorrendo anche lo spirito di liberalità, e per risultare, dalla stessa prospettazione attorea dei fatti di causa, che IGM ha soddisfatto un debito di Sannio Strade verso la Moccia Irme, ...

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