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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    La Corte d'appello di Messina, con sentenza del 16.5.013, ha respinto il reclamo L. Fall., ex art. 18, proposto da Punto Crai s.r.l. e dalla sua creditrice, Duegi s.r.l., contro la sentenza del tribunale che, ad istanza del P.M., aveva dichiarato il fallimento della prima società dopo averne revocato l'ammissione alla procedura di concordato preventivo ai sensi della L. Fall., art. 173, comma 2.

    La corte territoriale ha escluso che l'omessa comunicazione ai creditori della fissazione dell'udienza camerale per la revoca del concordato, finalizzata a consentire agli stessi di richiedere il fallimento della debitrice, avesse comportato la nullità del procedimento per violazione del diritto di difesa della Duegi. Nel merito ha rilevato che i vari e reiterati pagamenti di debiti, sorti sia in data anteriore che posteriore all'apertura della procedura concordataria, eseguiti da Punto Crai in difetto di autorizzazione del G.D., oltre che la violazione di altre regole cogenti tempestivamente segnalata dal Commissario Giudiziale, integravano altrettante ragioni di revoca del provvedimento di ammissione.

    La sentenza è stata impugnata da Punto Crai e dalla Duegi s.r.l. con ricorso per cassazione affidato a cinque motivi ed illustrato da memoria, cui il curatore del Fallimento ha resistito con controricorso.

    Le altre parti intimate non hanno svolto attività difensiva.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1) Con il primo motivo le ricorrenti lamentano il rigetto dell'eccezione con la quale avevano dedotto la nullità della sentenza dichiarativa per violazione del diritto di difesa dei creditori, cui non era stata data comunicazione del decreto di fissazione dell'udienza per la revoca del concordato.

    Premettono che la corte d'appello ha respinto l'eccezione limitandosi, sostanzialmente, a rilevare che Punto Crai era priva di legittimazione a sollevarla, in quanto la violazione della regola procedimentale era avvenuta nei confronti di soggetti (il PM ed i creditori) portatori dell'interesse, contrario a quello suo proprio, a sentir dichiarare il fallimento; osservano, a confutazione dell'argomento, che il giudice a quo non ha tenuto conto che il reclamo era stato proposto anche dalla creditrice Duegi s.r.l. che, in quanto titolare di una distinta posizione giuridica rispetto a quella della debitrice, aveva un proprio, autonomo interesse ad ottenere una pronuncia sulla fondatezza, nel merito, dell'eccezione;

    assumono, inoltre, che il ragionamento della corte territoriale sarebbe viziato dall'indimostrata petizione di principio che l'interesse dei creditori concordatari sia necessariamente in conflitto con quello del debitore, laddove, al contrario, essi potrebbero ritenere, e spesso in concreto ritengono, assai più conveniente che la crisi dell'impresa si risolva attraverso il concordato anzichè sfociare nella dichiarazione di fallimento: ciò che, in conclusione, fonderebbe il loro diritto a partecipare (al) ed a contraddire nel subprocedimento di revoca L. Fall., ex art. 173, il cui esito potrebbe pregiudicarli.

    Il motivo deve essere respinto, previa integrazione, ai sensi dell'art. 384 c.p.c., della motivazione...

Correlazioni:

Note a sentenza (2)

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