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  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. Con ordinanza in data 17/09/2015 il Tribunale di Udine, nella parte che qui rileva, ha rigettato l'istanza di riesame proposta da C.R.D. avverso il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente emesso nei suoi confronti in data 19-20/06/2015 dal Gip presso il Tribunale stesso, avente ad oggetto beni in ipotesi accusatoria sottratti alla fallita Tecnogeo srl. Rilevava in particolare il Tribunale che, pacifici i fatti materiali oggetto dell'accusa, diversamente da quanto sostenuto in diritto dalla difesa del C., potevasi affermare la configurabilità del concorso formale tra i contestati reati di bancarotta fraudolenta per distrazione e quello - sul quale si basava il provvedimento cautelare reale de quo - di fraudolenta sottrazione al pagamento delle imposte, in questo senso prestando adesione ad un indirizzo della giurisprudenza di legittimità che citava; osservava altresì il Tribunale che il reato fiscale in esame non potevasi ritenere prescritto, dovendosi fissare il momento consumativo dello stesso con il compimento dell'ultimo atto dispositivo perfezionante la fattispecie concreta e peraltro considerare che l'ultimo atto interruttivo della prescrizione era il processo verbale di constatazione in data 20/06/2013.

    2. Avverso tale provvedimento in parte qua tramite il difensore fiduciario ha proposto ricorso per cassazione il C. deducendo un motivo unico.

    Si duole il ricorrente della violazione di legge consistente nella considerazione da parte del Tribunale inerente la possibilità di configurazione giuridica del concorso formale tra il delitto di bancarotta per distrazione e quello di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 11, dovendosi di contro affermare che il primo assorbe il secondo, peraltro essendo pacifico che...

  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. Il ricorso è infondato.

    2. Il motivo dedotto dal ricorrente riguarda un' unica questione giuridica ossia se si possa o meno configurare il concorso formale tra il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte previsto dal D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 11, ed il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale previsto dall'art. 216, comma 1, n. 1, L. Fall..

    Come peraltro ben indicato dal ricorrente stesso, noto è che su tale questione esiste un contrasto nella giurisprudenza di legittimità, essendosi affermato sia che "E' configurabile il concorso tra il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e quello di bancarotta fraudolenta per distrazione. (Fattispecie relativa al delitto previsto dal D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 11, nella formulazione antecedente alle modifiche introdotte dalla legge n. 122 del 2010)" sia che "La fattispecie di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte - che sanziona chiunque alieni simulatamente o compia atti fraudolenti su beni al fine di sottrarsi al versamento delle imposte (D.Lgs. n. 274 del 2000, art. 11) - integra una condotta che può ben inserirsi in una complessiva strategia distrattiuva, intesa consapevolmente a danneggiare colui che sui beni sottratti ha titolo per soddisfarsi; ne deriva che ove tale condotta sia finalizzata al fallimento, ovvero posta in essere in vista di esso, o da questo seguita, la distrazione operata in danno del fisco non assume connotazione autonoma ma è riconducibile al paradigma punitivo dell'art. 216 L. Fall., le cui condotte di distrazione, occultamento, distruzione, dissipazione sono comprensive delle condotte di simulazione o integranti atti fraudolenti di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 11, di guisa che, in tal caso, si applica il principio di specialità...

Correlazioni:

Note a sentenza (2)

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