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Estremi:
Consiglio di Stato, 2016,
  • Fatto

    FATTO

    Con la sentenza impugnata il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche respingeva il ricorso della Cooperativa Muratori Cementisti società cooperativa (d'ora innanzi CMC) contro l'affidamento da parte della Regione Marche all'RTI costituito dalla mandataria SALC S.p.A. e dalla mandante Salvatore Matarrese s.r.l. (d'ora innanzi SALC) dell'appalto avente ad oggetto la realizzazione del nuovo complesso sede dell'IRCCS INRCA e dell'Ospedale di Rete nella zona sud di Ancona, in esito allo scorrimento della graduatoria, ai sensi dell'art. 140 d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, disposto in seguito all'assoggettamento dell'originaria aggiudicataria (Cooperativa Edil Strade Imolese) alla procedura di liquidazione coatta amministrativa.

    Avverso la predetta decisione proponeva appello la CMC, contestando la correttezza della statuizione gravata e domandandone la riforma, con conseguente accoglimento del ricorso proposto in primo grado.

    Resisteva la Regione Marche, che contestava la fondatezza dell'appello, chiedendone la reiezione, con conseguente conferma della sentenza impugnata.

    Si costituiva anche la SALC, che riproponeva, mediante appello incidentale, le censure dedotte a sostegno del ricorso incidentale di primo grado, dichiarato improcedibile con la decisione impugnata, concludendo per la conferma di quest'ultima (in ipotesi con diversa motivazione).

    Il ricorso veniva trattenuto in decisione alla pubblica udienza del 3 dicembre 2015.

  • Diritto

    DIRITTO

    1- È infondato quanto sostenuto dalla SALC nella prima eccezione preliminare. Infatti, la lesione dell'interesse azionato in giudizio dalla CMC si è consumata con l'affidamento dell'appalto, e non con la pubblicazione della graduatoria o con la lettera di interpello, da valersi, per quanto qui interessa, quali atti del tutto inidonei a concretare quel pregiudizio della sfera di interessi della ricorrente, che, solo, autorizza (e, soprattutto, impone) l'impugnazione del provvedimento che lo provoca.

    2.2- Si rivela, peraltro, infondata anche l'eccezione con cui la Regione Marche sostiene la carenza di interesse a ricorrere in capo alla cooperativa ricorrente in primo grado, sulla base del rilievo che il suo eventuale accoglimento non determinerebbe l'obbligo della stazione appaltante di affidare l'appalto alla concorrente che segue in graduatoria la SALC (e, cioè, la stessa CMC).

    Al contrario di quanto dedotto dalla Regione, infatti, una volta che la stazione appaltante ha deciso di procedere all'interpello previsto dal primo comma dell'art. 140 d.lgs. cit., esercitando la facoltà assegnatale da tale disposizione, è tenuta a proseguire lo scorrimento della graduatoria a partire dalla concorrente che ha formulato la prima offerta migliore e fino al quinto miglior offerente, senza che residuino, al riguardo, margini di discrezionalità, come si ricava dalla lettera dell'univoca formulazione testuale dell'ultimo periodo del comma in esame (che configura come vincolato lo scorrimento della graduatoria, una volta formalizzato il primo interpello).

    Ne consegue che l'annullamento dell'aggiudicazione alla prima interpellata comporta, come effetto automatico, la spettanza dell'appalto alla concorrente che la segue in graduatoria. Sicché deve riconoscersi la sussistenza in capo alla CMC dell'interesse ad impugnare l'affidamento alla SALC.

    3.- Così verificata l'ammissibilità del ricorso...

Correlazioni:

Note a sentenza (1)

Legislazione Correlata (2)

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