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  • Fatto

    FATTO E DIRITTO

    1. Le decisioni dei giudici di merito.

    Con sentenza del 3 giugno 2014 la Corte d'appello di Catanzaro, in parziale riforma della pronunzia di primo grado emessa in data 18 maggio 2012 dal Tribunale di Paola, ha - per quanto di interesse in questa sede - dichiarato non doversi procedere nei confronti di P.G. in ordine al reato ascrittogli al capo q) (appropriazione indebita aggravata - fatto commesso nel (OMISSIS)) perchè estinto per prescrizione in data antecedente a quella della condanna in primo grado, annullando per l'effetto anche la condanna al risarcimento dei danni inflitta al suddetto imputato.

    La stessa sentenza ha confermato l'affermazione di responsabilità di N.E., M.A. e CA.Au., con conseguente condanna degli stessi imputati alle ulteriori spese processuali e alla rifusione di quelle sostenute dalle parti civili.

    Con la sentenza di primo grado N.E. era stato riconosciuto colpevole del reato ascrittogli al capo a) (associazione per delinquere); anche M.A. e CA.Au. erano stati riconosciuti colpevoli del suddetto reato, nonchè di quello loro ascritto al capo b) (bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata), quest'ultimo come risultante dalla modifica (fatta dal Pubblico Ministero in dibattimento) dei capi b) e d) dell'originaria imputazione.

    Ai suddetti tre imputati era stato contestato di aver preso parte "- dal 2001 all'attualità - ad una associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di una serie indeterminata di reati (capo A) ed in particolare a quella di svariate ipotesi di appropriazione indebita, truffa aggravata, utilizzazione di diffuse fatturazioni per operazioni inesistenti, falsificazioni di documenti contabili ed altro, reati...

Correlazioni:

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