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  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. Con sentenza n. 49362 del 7.12.2012 la 5^ sezione penale di questa Corte Suprema ha annullato con rinvio, su ricorso del Procuratore generale della Repubblica di Milano e della parte civile Banco di Bilbao - BBVA, la sentenza pronunciata il 30.05.2012 con cui la Corte d'appello di Milano, riformando sul punto la sentenza di condanna pronunciata il 31.10.2011 dal Tribunale di Milano, aveva assolto, perchè il fatto non sussiste, B.V., C. F.G., Ci.Ca., Co.Gi., c. D., F.A., G.E., L.G., Lo.

    E., Lo.Ti., R.S., S.I. e St.Gi. dal reato di manipolazione del mercato ex D.Lgs. n. 58 del 1998, art. 185, oggetto del capo d'imputazione sub A, revocando di conseguenza le sanzioni amministrative irrogate alle società Unipol Gruppo Finanziario s.p.a., Banca Popolare dell'Emilia Romagna s.c.r.l. ed Hopa s.p.a., quali enti amministrativamente responsabili della condotta degli imputati ai sensi del D.Lgs. n. 231 del 2001, artt. 5 e 25 sexies, nonchè le statuizioni civili in favore della parte civile costituita Banco Bilbao Vizcaya Argentana s.a.; e aveva contestualmente confermato la condanna di Co.

    G. e S.I. per il reato di ostacolo alle funzioni di vigilanza ex art. 2638 c.c., comma 2, oggetto del capo B, nonchè del solo Co. anche per il reato di abuso di informazioni privilegiate ex D.Lgs. n. 58 del 1998, art. 184, comma 1, lett. b), ascritto al capo C, con condanna dei predetti alle conseguenti statuizioni risarcitorie in favore della Consob, riducendo la sanzione pecuniaria irrogata alla Unipol Gruppo Finanziario s.p.a.

    per l'operato degli amministratori Co. e S..

    In particolare, per quanto qui interessa, la...

  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. I ricorsi del Procuratore generale della Repubblica di Milano e della parte civile sono infondati e devono essere entrambi rigettati, per le ragioni che seguono.

    2. Occorre preliminarmente verificare la sussistenza di un interesse del pubblico ministero a impugnare la sentenza assolutoria del giudice di rinvio (che, se dovesse essere escluso, imporrebbe la immediata declaratoria di inammissibilità del ricorso ai sensi dell'art. 591 c.p.p., comma 1, lett. a), contestata da talune difese sotto il profilo della - pacifica - ricorrenza della causa di estinzione del reato di cui al D.Lgs. n. 58 del 1998, art. 185 rappresentata dalla prescrizione maturata già al momento della pronuncia della sentenza impugnata, che dovrebbe essere senz'altro dichiarata da questa Corte in caso di ritenuta fondatezza del gravame della parte pubblica, essendo definitivamente inibita l'affermazione della penale responsabilità degli imputati e la pronuncia di una sentenza di condanna (agli effetti penali) nei loro confronti in caso di eventuale accoglimento del ricorso.

    Questa Corte ha, infatti, affermato il principio secondo cui è inammissibile per difetto di interesse il ricorso per cassazione del pubblico ministero avverso la sentenza di assoluzione per insussistenza del fatto in presenza, già al momento della pronuncia della sentenza, di una causa estintiva del reato (come la prescrizione), salvo che emerga un interesse concreto del ricorrente alla dichiarazione della causa di estinzione del reato rispondente a una ragione (anche) esterna al processo obiettivamente riconoscibile (Sez. 5 n. 30939 del 24/06/2010, Rv. 247971, che ha individuato tale interesse nello svolgimento e nell'esito di un procedimento disciplinare per i medesimi fatti oggetto del processo penale);

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Correlazioni:

Note a sentenza (1)

Legislazione Correlata (2)

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