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Estremi:
Cassazione civile, 2015,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    E' stata depositata la seguente relazione.

    "1. La Veneto Banca s.c.p.a. convenne in giudizio, davanti al Tribunale di Treviso, i coniugi D.M.S. e B.R., chiedendo che fosse dichiarato inefficace, nei suoi confronti, l'atto col quale i convenuti avevano costituito in fondo patrimoniale tutti i beni immobili di loro proprietà.

    Si costituì la sola D.M., chiedendo il rigetto della domanda.

    Il Tribunale accolse la domanda e dichiarò inefficace, nei confronti della Banca attrice, l'atto di costituzione del fondo patrimoniale.

    2. La pronuncia è stata appellata dalla D.M. e la Corte d'appello di Venezia, con sentenza dell'11 ottobre 2013, ha respinto l'appello, confermando la decisione del Tribunale e condannando l'appellante al pagamento delle ulteriori spese del grado.

    3. Contro la sentenza d'appello ricorre D.M.S. con atto affidato ad un motivo.

    Resiste Veneto Banca s.c.p.a. con controricorso.

    4. Osserva il relatore che il ricorso può essere trattato in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 375, 376 e 380 bis c.p.c., in quanto appare destinato ad essere rigettato.

    5. Col primo ed unico morivo di ricorso denuncia, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3) e 5), violazione e falsa applicazione dell'art. 2901 c.c., oltre a motivazione omessa o insufficiente.

    Osserva la ricorrente, fra l'altro, che la Corte d'appello non avrebbe adeguatamente considerato la circostanza, posta in evidenza fin dal primo grado, secondo cui l'atto oggetto di revocatola era antecedente rispetto alla lettera con la quale la Banca aveva proceduto alla revoca degli affidamenti.

    5.1. Il motivo non è fondato.

    La Corte d'appello - dopo aver ricordato che i...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. La sola società controricorrente Veneto Banca ha depositato una memoria alla precedente relazione, insistendo per il rigetto del ricorso. A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera di consiglio, ritiene il Collegio di condividere i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione medesima e di doverne fare proprie le conclusioni.

    2. Il ricorso, pertanto, è rigettato.

    A tale esito segue la condanna della ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate ai sensi del D.M. 10 marzo 2014, n. 55.

    Sussistono inoltre le condizioni di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, per il versamento, da parte della ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

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