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Cassazione civile, 2015, Vedi massime correlate
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con il decreto impugnato il Tribunale di Padova ha rigettato l'opposizione proposta da D.G.L.E. avverso lo stato passivo del fallimento della Immobiliare Cima s.p.a..

    L'opponente aveva lamentato di essere stato ammesso con postergazione e senza interessi sul capitale per un credito di Euro 79.501,27 da finanziamento soci; e di essere stato ammesso senza privilegio ipotecario per un credito di Euro 406.918,55 di cui era cessionario dalla Banca di credito cooperativo di (OMISSIS).

    Quanto al credito di Euro 79.501,27, i giudici del merito hanno ritenuto che, benchè prevista per le società a responsabilità limitata dall'art. 2467 c.c., la postergazione del credito dei soci per i finanziamenti alla società sia estensibile anche alle società per azioni; e comunque la società fiduciaria cui D.G.L. E. era succeduto aveva riconosciuto che si trattava di conferimenti in conto capitale e non di finanziamenti; sicchè non potevano riconoscersi interessi a un credito inesigibile. Quanto al credito di Euro 406.918,55, i giudici del merito hanno ritenuto che eccedesse il limite della quota capitale di Euro 1.652.662,08 convenuto per la garanzia ipotecaria.

    Ricorre per cassazione D.G.L.E. sulla base di sei motivi d'impugnazione, illustrati anche da memoria, cui resiste con controricorso il Fallimento Immobiliare Cima s.p.a..

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. I primi tre motivi del ricorso attengono alla postergazione del credito di Euro 79.501,27.

    1.1- Con il primo motivo il ricorrente deduce violazione dell'art. 2467 c.c. e della L. n. 366 del 2001, art. 3, comma 1, lett. a).

    Sostiene che l'art. 2467 c.c., relativo alle società a responsabilità limitata, non è applicabile analogicamente o estensivamente alle società per azioni, attesa la diversa natura che il legislatore delegante ha imposto ai due tipi di società, l'uno fecalizzato sul ruolo del socio l'altra su quello dell'azione quale strumento del marcato dei capitali di rischio.

    Il motivo è infondato.

    L'integrazione del diritto, per estensione o per analogia, attiene al rapporto tra le norme e i fatti, piuttosto che al rapporto tra modelli normativi. Il problema dell'applicabilità dell'art. 2467 c.c., alle società per azioni non può dunque essere risolto con un riferimento ad astratti modelli di società. Occorre valutare in concreto la conformazione effettiva di ciascuna specifica compagine sociale, come dimostra del resto la disposizione dell'art. 2497 quinquies c.c., che esplicitamente estende l'applicabilità dell'art. 2467 c.c., ai finanziamenti effettuati in favore di qualsiasi tipo di società da parte di chi vi eserciti attività di direzione e coordinamento.

    Dall'art. 2497 quinquies c.c., si desume chiaramente in realtà che il riferimento al "tipo" di società non può essere di per sè ostativo all'applicazione della norma dettata dall'art. 2467 c.c., ma occorre appunto verificare in concreto se una determinata società esprima un assetto dei rapporti sociali idoneo a giustificarne l'applicazione.

    Occorre chiedersi allora se, ai fini dell'applicazione della regola della postergazione, i presupposti indicati...

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