ATTENZIONE: stai consultando la versione GRATUITA della Bancadati. Per accedere alla versione completa abbonati subito

Estremi:
Cassazione civile, 2015,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Il Tribunale di Ancona, con decreto del 25.8.08, ha respinto l'opposizione ex art. 98 l.fall. proposta da Vuesse s.r.l. per ottenere l'ammissione allo stato passivo del Fallimento della Promont Trust Group s.r.l.: a) in via ipotecaria, o, in subordine al chirografo, del credito di Euro 594.378,52 portato da cambiali ipotecarie, vantato in linea capitale e, quanto ad Euro 1.235,88, per spese di ritorno degli effetti insoluti; b) in via privilegiata, ex art. 2770 c.c., del credito di Euro 11.568,58 oltre interessi, per spese e competenze della procedura esecutiva immobiliare promossa nei confronti della società poi fallita; c) in via chirografaria del credito di Euro 8.671,41, per interessi legali maturati sul capitale, dalla data di scadenza dei singoli effetti a quella di dichiarazione del fallimento.

    Il giudice del merito ha dichiarato inefficace, ai sensi dell'art. 64 l. fall., l'unitaria operazione negoziale con la quale Promont aveva emesso le cambiali ed acconsentito all'iscrizione dell'ipoteca a soddisfacimento del debito già scaduto contratto nei confronti di Vuesse dall'impresa capogruppo, s.r.l. Partecipazioni: ha in proposito rilevato che la società poi fallita si era obbligata ad adempiere a prestazioni facenti originariamente capo alla società terza in assenza di corrispettivo e che l'appartenenza di entrambe al medesimo gruppo non era fatto di per sè idoneo ad escludere la gratuità del negozio; ha quindi affermato che la declaratoria di inopponibilità dell'operazione comportava l'esclusione anche delle spese sostenute dall'opponente per avviare la procedura esecutiva sull'immobile gravato da ipoteca. Il provvedimento è stato impugnato da Vuesse s.r.l. con ricorso per cassazione affidato a quattro motivi. Il Fallimento della Promont Trust Group s.r.l. non ha svolto attività...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1) Con il primo motivo di ricorso Vuesse, denunciando violazione degli artt. 1173, 1273 e 1268 c.c., art. 112 c.p.c., oltre che vizio di motivazione, sostiene che il giudice del merito ha dichiarato l'inefficacia dell'atto di emissione delle cambiali in difetto di eccezione del fallimento, che si sarebbe limitato ad eccepire l'inefficacia dell'ipoteca. Rileva al riguardo che sia il curatore che il giudice avrebbero commesso un errore di natura concettuale, ritenendo l'emissione delle cambiali fatto conseguente alla concessione dell'ipoteca, laddove si versava in fattispecie esattamente opposta, in cui Promont, dopo essersi costituita sua debitrice principale, accollandosi il debito della capogruppo attraverso il rilascio delle cambiali, le aveva anche accordato la garanzia ipotecaria. Assume pertanto che, poichè la curatela non aveva sollevato l'eccezione di inefficacia dell'atto di assunzione del debito in sede di verifica (nè, peraltro, l'aveva svolta, seppur tardivamente, nel giudizio di opposizione) il negozio era divenuto intangibile, con la conseguenza che il tribunale non avrebbe potuto dichiararne d'ufficio la gratuità, ma avrebbe dovuto ammettere allo stato passivo il credito portato dalle cambiali, riconoscendogli collocazione ipotecaria, atteso che l'ipoteca non era stata prestata a garanzia del pregresso debito della capogruppo, ma di quello proprio di Promont, contestualmente sorto. Il motivo deve essere respinto.

    Va intanto rilevato che, contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, il curatore non è tenuto, a pena di decadenza, a sollevare in sede di verifica le eccezioni volte a paralizzare la domanda del creditore.

    Questa Corte ha già avuto modo di affermare sul punto che il giudizio di opposizione allo stato...

please wait

Caricamento in corso...

please wait

Caricamento in corso...