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  • Fatto

    IN FATTO E IN DIRITTO

    1. E' stata depositata in Cancelleria la seguente relazione: "Il consigliere relatore, letti gli atti depositati, rilevato che la S.E.DA.S. s.r.l., con atto notificato ad alcune delle controparti il 7 febbraio 2013 e spedito per la notifica alle altre il giorno successivo, ha proposto ricorso per cassazione della sentenza della Corte d'appello di Genova, resa pubblica il 2 gennaio 2013 e notificata il successivo 8 gennaio, che ha rigettato il reclamo proposto avverso la sentenza del 12 luglio 2012 con la quale il Tribunale di La Spezia aveva dichiarato il fallimento della società stessa;

    che gli intimati, creditori istanti e Curatela del Fallimento della società ricorrente (per quest'ultima tuttavia, al pari della creditrice S.P., non risulta in atti l'avviso di ricevimento di notifica postale), non hanno svolto difese;

    considerato che con unico motivo la società ricorrente censura, sotto il profilo della violazione o falsa applicazione dell'art. 1, comma 2 e art. 15 comma 4, L. Fall., la ritenuta sussistenza nella specie dei requisiti di fallibilità: premesso che, a sostegno della eccezione relativa alla insussistenza dei predetti requisiti, essa aveva prodotto le dichiarazioni dei redditi relative agli anni 2008 e 2009 precisando di non essere in grado di produrre nè le dichiarazioni dei redditi nè i bilanci dal 2009 al 2011 perchè il computer contenente il software della contabilità era sotto sequestro penale, lamenta che la Corte di merito avrebbe erroneamente ritenuto che la omessa produzione in giudizio dei bilanci relativi al triennio precedente la istanza di fallimento costituisca condizione sufficiente per "acclarare" il superamento delle soglie di fallibilità, senza che il giudice possa sopperire d'ufficio a eventuali carenze...

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