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Estremi:
Cassazione civile, 2015,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    La Corte d'appello di Catanzaro, con sentenza del 4-18 settembre 2008, ha revocato la sentenza di fallimento della Pasmet s.r.l. e compensato tra le parti le spese. La Corte di merito ha rilevato che la reclamante Pasmet, non costituitasi avanti al Tribunale, aveva fatto valere l'omessa considerazione degli elementi di giudizio risultanti dalla relazione della G.d.F., acquisita d'ufficio dal Tribunale, da cui risultava il mancato superamento dei limiti ex art. 1, lett. a, b, c, dell'art. 1 L.F., come modificato dal D.Lgs. n. 169 del 2007; ha ritenuto che tale intervento normativo non ha modificato l'art. 15, comma 4, L.F., che consente al Tribunale di richiedere eventuali informazioni urgenti e di ammettere ed espletare mezzi istruttori d'ufficio, da cui la ricavabilità dei requisiti di non fallibilità dalle informazioni acquisite d'ufficio, non occorrendo esplicitamente l'eccezione di parte nella valorizzazione del principio di acquisizione della prova.

    Avverso detta pronuncia ricorre il Fallimento, sulla base di due motivi. Si difende con controricorso la società.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.1.- Col primo motivo, il Fallimento denuncia la violazione e falsa applicazione dell'art. 1 L.F., come modificato dal D.Lgs. n. 169 del 2007, deducendo che la norma prevede la specifica eccezione del debitore e che la Pasmet aveva rinunciato a sollevare detta eccezione non comparendo in Tribunale; inoltre, come risulta dalla relazione informativa della G.d.F., la società ha operato solo negli anni 2003- 2005 e gli unici dati amministrativo-contabili sono quelli risultanti dal bilancio di esercizio del 2003 e dalla dichiarazione dei redditi del 2004, ed a nulla rileva l'intervenuta cessione d'azienda del giugno 2005, atteso che la società avrebbe potuto realizzare risultati economici o contrarre debiti nell'ammontare di cui all'art. 1 L.F..

    1.2.- Col secondo motivo, il Fallimento sì duole dei vizi di cui all'art. 360 c.p.c., nn. 3, 4 e 5, per avere la Corte del merito solo valutato il bilancio relativo al 2003, non tenendo conto anche del mancato deposito degli altri due bilanci e dello stato patrimoniale aggiornato.

    2.1.- Il primo motivo è infondato.

    Deve ritenersi infondata la deduzione del Fallimento, che con la mancata comparizione avanti al Tribunale, il debitore avesse rinunciato a far valere il mancato superamento dei requisiti di non fallibilità. Tale tesi contrasta con la natura propria del giudizio di reclamo ex art. 18 L.F..

    Ed infatti, come affermato nella pronuncia 22546/2010, nel giudizio di impugnazione avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, quanto ai procedimenti in cui trova applicazione la riforma di cui al D.Lgs. n. 169 del 2007, che ha modificato l'art. 18 Legge Fall., ridenominando tale mezzo come "reclamo" in luogo del precedente "appello", l'istituto, adeguato alla natura camerale dell'intero procedimento, è ...

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