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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1. - Con sentenza del 10 ottobre 2013, il Tribunale di Firenze dichiarò il fallimento della Florence Sportswear S.r.l. in liquidazione, previo rigetto della domanda di omologazione della proposta di concordato preventivo avanzata dalla società debitrice.

    2. - Il reclamo da quest'ultima proposto è stato accolto dalla Corte d'Appello di Firenze, che con sentenza del 10 febbraio 2014 ha revocato la dichiarazione di fallimento ed ha omologato il concordato preventivo, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale per l'adozione dei provvedimenti di cui al R.D. 16 marzo 1942, n. 267, art. 182.

    A fondamento della decisione, la Corte ha innanzitutto escluso che le modifiche apportate alla proposta dopo la conclusione delle operazioni di voto contrastassero con l'art. 172, comma 2, della Legge Fall., trattandosi di mere integrazioni incidenti in senso migliorativo sulle garanzie personali offerte e sui tempi di esecuzione del piano, introdotte in accoglimento delle osservazioni formulate dal commissario giudiziale in ordine al calcolo del fabbisogno ed alle garanzie ed ai tempi dell'adempimento, e comunicate ai creditori dissenzienti dallo stesso commissario, il quale aveva poi depositato una relazione favorevole all'omologazione.

    Premesso che l'art. 179, comma 2, della Legge Fall., prevede la possibilità di sottoporre ai creditori modificazioni non solo peggiorative, ma anche migliorative, ha rilevato che la proposta, così come modificata, era stata approvata dai creditori con una maggioranza assai rilevante, osservando comunque che, anche a voler ritenere inammissibili le modifiche apportate, si sarebbe dovuto dar seguito alla proposta originaria, che già aveva riportato il voto favorevole della maggioranza dei creditori.

    ...
  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. - Preliminarmente, va disposta, ai sensi dell'art. 335 cod. proc. civ., la riunione dei ricorsi, in quanto proposti separatamente, ma aventi ad oggetto l'impugnazione della medesima sentenza.

    2. - Si rileva inoltre che la notificazione del controricorso alla MMC Tricot ed alla Alex, correttamente effettuata a mezzo del servizio postale presso l'indirizzo indicato nel ricorso, non si è perfezionata, in quanto, a causa della mancata indicazione del nome del procuratore domiciliatario sulle buste utilizzate per la notifica, il destinatario è risultato irreperibile. In quanto riconducibile ad un'omissione dell'ufficiale giudiziario, al quale la L. 20 novembre 1982, n. 890, art. 3, comma 2, demanda la compilazione della busta contenente la copia dell'atto, l'esito negativo della notifica non può considerarsi imputabile alla controricorrente, con la conseguenza che merita accoglimento l'istanza di rimessione in termini da quest'ultima avanzata non appena ha preso conoscenza della mancata consegna dell'atto. Trova infatti applicazione il principio, più volte ribadito da questa Corte, secondo cui l'inosservanza del termine perentorio fissato per la notificazione di un atto processuale, dovuta a una causa non imputabile al notificante, non comporta la decadenza di quest'ultimo dal compimento dell'atto, potendo egli, in alternativa alla riattivazione del procedimento notificatorio entro un tempo ragionevolmente contenuto, proporre un'istanza di rimessione in termini ai sensi dello art. 153 c.p.c., comma 2, costituendosi tempestivamente in giudizio e fornendo la prova della causa per cui la notifica non si è perfezionata (cfr.

    Cass., Sez. 2, 26 marzo 2012, n. 4841; Cass., Sez. 1, 29 ottobre 2010, n. 22245). L'accoglimento della predetta istanza consente nella specie di ...

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