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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con atto di citazione notificato il 12.2.03, G.G., socio illimitatamente responsabile della Giugni Costruzioni di Giugni geom.

    Fulvio & C. s.n.c., aveva convenuto in giudizio la Banca Popolare di Sondrio esponendo di essersi costituito terzo datore di ipoteca a garanzia di un finanziamento di lire 250.000.000 concesso dal menzionato ente creditizio alla predetta società; la quale, in epoca successiva, aveva richiesto l'ammissione al concordato preventivo, regolarmente omologato con sentenza del Tribunale di Sondrio del 29/08/1996 e completamente eseguito, cosi come risultava dal decreto dello stesso Tribunale del 16/10/2002. A seguito dell'esecuzione del concordato, l'attore - avendo reiteratamele ed inutilmente richiesto alla banca, ex art. 184 l.f., la cancellazione dell'ipoteca a suo tempo iscritta sui propri beni a garanzia del finanziamento concesso alla società - chiedeva l'accertamento dell'avvenuta concessione volontaria dell'ipoteca su propri beni a garanzia di un debito sociale, l'accertamento dell'estensione dell'efficacia remissoria del concordato preventivo della Giugni Costruzioni s.n.c. a favore di esso socio illimitatamente responsabile, con conseguente estinzione di ogni rapporto sostanziale sulla base del quale era stata concessa la garanzia ipotecaria e la declaratoria dell'estinzione dell'ipoteca in conseguenza del venir meno dell'obbligazione garantita.

    L'attore chiedeva, infine, che la Banca di Popolare di Sondrio fosse ritenuta inadempiente all'obbligo di prestare il consenso alla cancellazione del vincolo e la pronuncia di una sentenza che disponesse la cancellazione dell'ipoteca, con conseguente condanna della convenuta al risarcimento del danno, da liquidarsi in via equitativa. Costituitasi in giudizio, la Banca Popolare Sondrio eccepiva...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo, il ricorrente deduce la violazione dell'art. 184, commi 1 e 2, l.f. (nella versione anteriore alla modifica introdotta dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 33, convertito con modifiche dalla L. 7 agosto 2012, n. 134) in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, assumendo che la norma richiamata detta una disciplina di generale ed incondizionata obbligatorietà del concordato preventivo per tutti i creditori anteriori al decreto di apertura della procedura ed estende i suoi effetti, tra cui quello remissorio ed esdebitatorio non solo al debitore, ma anche, nel caso in cui il debitore sia una società con soci illimitatamente responsabili, a questi ultimi, senza eccezioni di sorta che non siano quelle previste dal secondo periodo del prima comma del medesimo art. 184 (coobbligati, fideiussori del debitore e degli obbligati in via di regresso). In tal caso, l'ipoteca prestata da un socio ad una società in nome collettivo a garanzia dei debiti della società si estinguerebbe con l'attuazione e la chiusura del concordato preventivo.

    Con il secondo motivo, il ricorrente si duole della violazione dell'art. 2878 c.c., n. 3, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, affermando che, con il prevedere che l'ipoteca viene meno con l'estinguersi dell'obbligazione, la legge configura la garanzia come un diritto reale accessorio all'obbligazione che garantisce e non come un'obbligazione autonoma, dotata di vita propria e indipendente rispetto al rapporto obbligatorio cui inerisce.

    I primi due motivi, tra loro connessi possono essere esaminati congiuntamente.

    Va premesso che il concordato preventivo dal quale sono originate le questioni oggetto della presente causa è stato omologato con sentenza del tribunale di Sondrio il 29.8.1996 ...

Correlazioni:

Note a sentenza (1)

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