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  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. Con la sentenza impugnata, in parziale riforma della sentenza del Giudice dell'udienza preliminare presso il Tribunale di Milano del 03/10/2012, veniva confermata l'affermazione di responsabilità di \Daccò Pierangelo\ per il reato continuato di cui all'art. 416 c.p. e R.D. 16 marzo 1942, n. 267, art. 216 commesso;

    1.1. ricevendo disponibilità finanziarie distratte o dissipate dalla Fondazione Raffaele del Monte Tabor, ammessa a concordato preventivo in Milano il 27/10/2011, ed in particolare;

    1.1.1. in concorso con \Cai Mario\ e \Valsecchi Mario\, rispettivamente vicepresidente operativo e direttore amministrativo della San Raffaele, \Zammarchi Pierino\, amministratore della Diodoro Costruzioni s.r.l., \Zammarchi Gianluca\, amministratore della Metodo Impresa Generale Costruzioni s.r.l., \Lora Fernando\ e \Freschi Carlo\, questi ultimi rispettivamente amministratore e responsabile amministrativo finanziario e contabile della Progetti s.r.l., somme derivanti dalla sovrafatturazione di commesse affidate dalla San Raffaele, dal 2006 al 2011, alla Diodoro ed alla Metodo per un ammontare non inferiore ad Euro. 700.000,00 ed alla Progetti per l'importo di Euro. 1.773.000, corrisposte alle predette società e da queste ultime ritrasferite in contanti al \Cai Mario\ ed al \Valsecchi Mario\, che le consegnavano al \Daccò Pierangelo\, al fiduciario di questi \Grenci Giancarlo\ o a società agli stessi riferibili (capi A e F);

    1.1.2. in concorso con il \Cai Mario\ e \Zammarchi Gianluca\, la somma di Euro 1.000.000,00 erogata il 23/12/2008 dalla San Raffaele alla Metodo e da questa girata il 234/12/2008 alla società MTB, riferibile al \Daccò Pierangelo\, con la fittizia causale di un anticipo sull'acquisto di un immobile in Cile (capo B);

    1.1.3. in concorso con il...

  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. I motivi proposti sui fatti di distrazione di somme derivanti da sovrafatturazioni sono infondati con riguardo all'imputazione relativa alle somme corrispondenti alle fatture della Diodoro e della Metodo, di cui al capo A, e invece fondati, nei termini che saranno in seguito precisati, per l'imputazione relativa alle somme corrispondenti alle fatture della Progetti, di cui al capo F. 1.1. Deve in primo luogo escludersi la sussistenza del vizio di mera apparenza della motivazione nel richiamo alla decisione di primo grado, lamentato dal ricorrente nella trattazione dei capi di imputazione di cui sopra, ma con riferimento - in via generale all'intero assetto argomentativo della sentenza impugnata. Se è vero, infatti, che quest'ultima contiene diversi e peraltro opportuni riferimenti anche testuali all'appellata sentenza del Giudice dell'udienza preliminare, è vero altresì che la Corte territoriale non si è in alcun modo sottratta, come si vedrà nel seguito, agli obblighi di autonoma e motivata valutazione delle questioni poste dall'appellante, dando alle stesse specifiche risposte, rispetto alle quali i richiami in discussione assumono la valenza di mere premesse.

    Insussistente è altresì la contraddittorietà denunciata nel ricorso fra la ritenuta creazione, con la sovrafatturazione delle prestazioni fornite dalla Diodoro e dalla Metodo, della provvista poi distratta, e le risultanze riportate nella stessa sentenza impugnata in ordine al sistematico fenomeno di omesso, ritardato o parziale pagamento delle fatture ricevute dalla fondazione, addirittura oggetto di una mirata strategia di autofinanziamento.

    L'esistenza sia delle contestate sovrafatturazioni che del ritorno di somme in contanti dalle indicate società fornitrici era oggetto di congrua motivazione, ...

Correlazioni:

Note a sentenza (3)

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