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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    A seguito della segnalazione del commissario giudiziale ai sensi della L. Fall., art. 173, il Tribunale di Catania, con sentenza depositata il 24/4/2009, revocava l'ammissione alla procedura di concordato preventivo della Cesit s.r.l. Compagnia per l'estrazione dei succhi s.r.l. in liquidazione e, ritenuta la sussistenza delle condizioni di legge, ne dichiarava il fallimento.

    La sentenza veniva reclamata dalla società, che chiedeva la revoca della dichiarazione di fallimento; il Fallimento si costituiva ed eccepiva preliminarmente la tardività del ricorso e nel merito l'infondatezza dei motivi di reclamo.

    Veniva disposta la notificazione degli atti processuali agli istanti Best s.r.l. e Ministero dello Sviluppo Economico; la prima non si costituiva, mentre si costituiva il Ministero, contestando la fondatezza del gravame.

    La Corte d'appello di Catania, con sentenza del 13/1-20/4/2010, ha respinto il reclamo avverso il provvedimento di revoca dell'ammissione alla procedura di concordato preventivo; ha revocato il fallimento dichiarato con sentenza del 24/4/09, e,respinta la domanda ex art. 96 c.p.c., avanzata da Cesit, ha compensato integralmente tra le parti costituite le spese, dichiarandole irripetibili nei confronti del contumace.

    Nello specifico e per quanto ancora rileva, premessa l'applicabilità delle norme di cui al correttivo introdotto con il D.Lgs. n. 169 del 2007, la Corte del merito ha respinto il secondo motivo di reclamo, rilevando che a seguito della relazione del Commissario giudiziale del 29/1/09 (con la quale erano stati segnalati crediti, da collocare al chirografo, non dichiarati dalla società debitrice), era stato iniziato il procedimento L. Fall., ex art. 173, ed il Tribunale aveva incentrato il proprio esame sul ...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.1.- I tre ricorsi, principale ed incidentali, vanno riuniti, ex art. 335 c.p.c..

    1.2.- Col primo motivo del ricorso principale, il Fallimento denuncia il vizio di violazione e falsa applicazione della L. Fall., art. 173, per avere la Corte del merito ritenuto inefficace la richiesta di fallimento della creditrice Best s.r.l., in quanto non fatta valere all'interno del procedimento ex art. 173, ma nel giudizio di omologazione del concordato L. Fall., ex art. 179, Premesso che è incontestata la presentazione di detta istanza da parte di Best, motivata dal dolo del debitore, e mai rinunciata, il Fallimento deduce e fa valere che la L. Fall., art. 173, non richiede, ai fini della dichiarazione di fallimento, la presentazione dell'istanza da parte dei creditori o del P.M. in una determinata fase procedimentale o temporale.

    1.3.- Col secondo motivo, il Fallimento prospetta come vizio di motivazione l'omessa o insufficiente considerazione da parte della Corte del merito della contestuale definizione nella fase camerale del procedimento di omologazione, pendente contemporaneamente al procedimento L. Fall., ex art. 173, con la sentenza di revoca dell'ammissione al concordato e dichiarativa del fallimento, e che non vi è stato un autonomo decreto di apertura del procedimento L. Fall., ex art. 173; in ogni caso, anche ove trattati separatamente, i due procedimenti sono stati contestualmente definiti e quindi implicitamente riuniti.

    2.1.- Col primo motivo del ricorso incidentale, la società in liquidazione denuncia il vizio di violazione o falsa applicazione della L. Fall., art. 173, comma 1, sostenendo che il comportamento del debitore anche prima dell'ammissione al concordato non svolge alcun ruolo sulla procedura, salvo che abbia determinato l'"approccio ...

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