ATTENZIONE: stai consultando la versione GRATUITA della Bancadati. Per accedere alla versione completa abbonati subito

Estremi:
Cassazione civile, 2014,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    La Corte d'appello di Campobasso ha respinto il reclamo proposto dalla Cooptur Società Cooperativa Turistica Costa del Sole a r.l.

    avverso la sentenza con cui il Tribunale di Larino aveva dichiarato il suo fallimento, su istanze del CNS - Consorzio Nazionale Servizi Società Cooperativa e della sig.ra C.G., dopo che per la quarta volta una sua proposta di concordato preventivo era stata dichiarata inammissibile.

    Quanto alla dichiarata inammissibilità della proposta di concordato, la Corte ha osservato in particolare: che si perpetuava l'incapacità della proponente di formalizzare l'acquisto, promessole da terzi, dei cespiti immobiliari su cui si basava il piano concordatario, nonostante la medesima sottolineasse di averne già integralmente versato il prezzo; che la disponibilità offerta da terzi a garantire il piano stesso non si era tradotta in atti formali; che il valore attribuito ai cespiti predetti non era coerente con la loro collocazione in zona agricola.

    La Cooptur ha proposto ricorso per cassazione articolando due motivi di censura, cui hanno resistito la curatela fallimentare e il creditore istante CNS con distinti controricorsi. La ricorrente e il controricorrente CNS hanno anche presentato memorie.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. - Con i due motivi di ricorso, da esaminare congiuntamente in quanto strettamente connessi, denunciando rispettivamente violazione di norme di diritto e vizio di motivazione si imputa, in definitiva, alla Corte d'appello di aver illegittimamente sostituito la propria valutazione a quella dei creditori e di non aver considerato che il termine di stipulazione dei contratti definitivi d'acquisto degli immobili di terzi da parte della società ricorrente non era ancora scaduto, nè che il piano regolatore era stato modificato consentendo l'edificabilità dei terreni già compresi in zona agricola.

    2. La complessiva censura va accolta sotto l'assorbente profilo della violazione di norme di diritto.

    2.1. - Sulla questione della rilevabilità d'ufficio del difetto di fattibilità del piano concordatario si sono pronunciate, in epoca posteriore al deposito dei ricorsi ora in esame, le Sezioni Unite di questa Corte con la sentenza n. 1521 del 2013, alla quale occorre dunque rifarsi.

    Le Sezioni Unite premettono che anche la fattibilità, intesa come prognosi di concreta realizzabilità del piano concordatario, è presupposto di ammissibilità del concordato, sul quale il giudice deve pronunciarsi esercitando un sindacato che non è "di secondo grado", non si esercita, cioè, sulla sola completezza e congruità logica dell'attestazione del professionista di cui alla L. Fall., art. 161, comma 3, ma consiste nella verifica diretta del presupposto stesso; distinguono, quindi, tra fattibilità giuridica, intesa come non incompatibilità del piano con norme inderogabili, e fattibilità economica, intesa come realizzabilità nei fatti del medesimo.

    Il sindacato del giudice sulla fattibilità giuridica non ha particolari limiti; la fattibilità economica, invece, è intrisa di valutazioni prognostiche...

Correlazioni:

Legislazione Correlata (1)

please wait

Caricamento in corso...

please wait

Caricamento in corso...