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  • Fatto

    FATTO E DIRITTO

    Propone ricorso per cassazione T.E. avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano in data 20 ottobre 2011 con la quale, in parziale riforma della sentenza di primo grado, è stata dichiarata la prescrizione del reato di "concorso in aggiotaggio" ed è stata altresì confermata, agli effetti civili ed ai sensi dell'art. 578 c,p.p., la condanna inflitta in primo grado, al risarcimento del danno in favore della parte civile Consob.

    All'imputato, era stato contestato di avere, nella qualità di direttore generale della fondazione M.P.S. agito in accordo con Ci.Ca., condirettore generale di Unipol S.p.A., nella determinazione di quest'ultimo di compiere - attraverso il direttore finanziario di Unipol, D., e il rappresentante della SIM incaricata, G. - manovre speculative sul titolo "Unipol privilegiate" (manovre realizzate acquistando consistenti pacchetti della detta azione in modo da provocare, nel giro di 10 sedute borsistiche, il rialzo del prezzo del titolo da Euro 1,66 a Euro 1,78): manovre che si erano rese necessarie affinchè M.P.S. aderisse all'offerta di vendita di un pacchetto di 4.500.000 azioni Unipol privilegiate, avanzata da altra società del gruppo Unipol. Una offerta formulata ad un prezzo (pari a Euro 1,76) superiore al valore di mercato del momento e che poteva essere accolta da MPS "a condizione che" quel prezzo divenisse, invece, prossimo al valore di mercato, per tale motivo artificiosamente gonfiato.

    Il reato di aggiotaggio, ipotizzato come commesso nel 2003, era stato contestato nella configurazione che, all'epoca, era prevista dall'art. 2637 c.c., nel testo introdotto con D.Lgs. in data 11 aprile 2002, n. 61, secondo cui "Chiunque diffonde notizie false, ovvero pone in essere operazioni simulate o ...

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