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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    L'agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, con un solo motivo, avverso la sentenza della commissione tributaria regionale della Toscana, notificata in data 24 luglio 2008, che, decidendo in sede di rinvio, ha dichiarato la legittimità di un avviso di liquidazione notificato a B.E. "non a titolo personale ma quale liquidatore del concordato preventivo di M.G.".

    La sentenza, in tal senso esplicitando la ratio della locuzione di cui al dispositivo, ha affermato che l'avviso di liquidazione e la pretesa tributaria sottostante dovevano considerarsi legittimi in quanto rivolti verso il soggetto passivo individuabile nella persona del M., "e non nella persona del suo ex liquidatore"; il quale invero non poteva avere le responsabilità del liquidatore di società (D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 36 e 98), essendo rimasto, il patrimonio da liquidare, di proprietà dell'imprenditore.

    L'intimato ha replicato con controricorso e ha depositato anche una memoria.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. - La ricorrente, deducendo la violazione e la falsa applicazione del combinato disposto del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57 e del D.P.R. n. 643 del 1972, art. 31, ascrive alla sentenza di non aver considerato che l'atto impositivo era stato notificato al B. in virtù della specifica posizione passiva conseguente al suo ruolo di liquidatore di un impresa soggetta a concordato preventivo con cessione di beni.

    In tal senso corredando il mezzo dal quesito di diritto, assume che, appunto, il commissario liquidatore dovevasi considerare come responsabile d'imposta alla stregua di parte intervenuta all'atto cui la tassazione si era riferita, sì da esser costituito come soggetto obbligato in solido allo scopo di agevolare la riscossione del credito erariale, fatto salvo il diritto di rivalsa del medesimo nei confronti del contribuente sottoposto a concordato.

    2. - Osserva il collegio che dalla sentenza impugnata si desumono i seguenti fatti.

    Con riferimento al concordato preventivo di M.G., il B. aveva assunto l'incarico di commissario giudiziario e liquidatore.

    In tale veste egli aveva stipulato, nel 1992, un contratto di vendita immobiliare e, nel 1995, aveva ricevuto, in ragione dell'ufficio svolto, la notifica dell'avviso di liquidazione dell'Invim, ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57 e del D.P.R. n. 643 del 1972, art. 31.

    3. - Ciò stante il motivo di ricorso dell'amministrazione finanziaria è da ritenere infondato, dal momento che non considera la differenza ontologica esistente tra l'imposta di registro e l'Invim - che non è imposta d'atto e che colpisce il plusvalore immobiliare in capo al soggetto titolare del relativo diritto (l'alienante a titolo oneroso o l'acquirente a titolo gratuito o per ...

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