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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Il Tribunale di Pesaro, con decreto del 17.9.2012, ha dichiarato inammissibile la domanda di concordato preventivo con cessione dei beni presentata da Arredamenti Biliardi BD s.r.l. in liquidazione (in seguito, per brevità, BD).

    Il giudice ha premesso che la società, il 29.9.09, era stata già ammessa al concordato che però, dopo essere stato omologato, era stato dichiarato risolto con decreto del 26.6.012 a causa sia dell'inadempimento della De Blasi s.p.a., affittuaria e poi acquirente di un ramo dell'azienda della BD, incapace di onorare il pagamento dei canoni e del prezzo di acquisto nei termini e con le modalità pattuite, sia dell'inadempimento dell'Immobiliare Mita s.r.l. al contratto preliminare con cui si era obbligata ad acquistare l'immobile della società in concordato, sia, infine, per l'obbiettiva difficoltà di recuperare i crediti di quest'ultima; ha quindi rilevato che nella nuova proposta erano inserite, fra le poste più rilevanti dell'attivo, i crediti verso D.B., la quota di partecipazione della DB in tale società e l'immobile oggetto del preliminare ed ha ritenuto che il piano, che si basava sui medesimi assets che avevano determinato la risoluzione del precedente concordato, fosse manifestamente illogico e che altrettanto manifeste fossero l'incongruità e l'inadeguatezza del giudizio di fattibilità dell'attestatore, rilasciato senza che fossero state evidenziate nuove circostanze atte a far presumere che l'affittuaria dell'azienda e la promissaria acquirente dell'immobile fossero divenute solvibili.

    Il provvedimento è stato impugnato da DB s.r.l. con ricorso straordinario per cassazione affidato a tre motivi ed illustrato da memoria.

    Il ricorso è stato notificato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro, che non ha...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1) Il collegio osserva, in via preliminare, che non vi sono ragioni per discostarsi dall'orientamento manifestatosi, anche dopo la riforma della legge fallimentare, in ordine all'ammissibilità del ricorso straordinario per cassazione contro il provvedimento di rigetto della proposta concordataria(Cass. nn. 21860/010 e 13817/011), purchè ad esso non abbia fatto seguito la dichiarazione di fallimento della proponente (Cass. n. 8186/010).

    Poichè non risulta che DB sia stata dichiarata fallita, il ricorso può essere esaminato.

    2) Con i primi due motivi di ricorso, che sono fra loro connessi e meritano trattazione congiunta, DB, denunciando violazione della L. Fall., art. 162, comma 2 e L. Fall., art. 161, comma 3, lamenta, sostanzialmente, che il tribunale, travalicando i propri poteri, abbia fondato le affermazioni della manifesta illogicità ed incongruenza del piano e dell'inadeguatezza del giudizio dell'attestatore su di una serie di non consentite valutazioni di merito sulla fattibilità e sul contenuto della proposta che esorbitavano dai limiti del suo sindacato, che avrebbe dovuto arrestarsi alla verifica della sola sussistenza dei presupposti di cui alla L. Fall., artt. 160 e 161.

    Osserva, in particolare: 1) che le due proposte, pur basandosi sui medesimi assets, avevano oggetti totalmente differenti (la prima prevedeva la parziale ripresa dell'attività produttiva, mentre la seconda l'integrale cessione dei beni), sicchè il tribunale, incentrando il proprio giudizio su tale fattore, avrebbe implicitamente ritenuto che, dopo la risoluzione del primo concordato, le fosse precluso di presentare una nuova proposta, anche migliorativa per i creditori, avente ad oggetto l'intero suo patrimonio; 2) che il...

Correlazioni:

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