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Estremi:
Cassazione civile, 2013,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con sentenza 13/7-21/9/2010, notificata ad Albereta s.r.l. il 29/9/2010, la Corte d'appello di Firenze ha respinto il reclamo proposto da Albereta s.r.l. avverso la sentenza di fallimento n. 167/2009 del Tribunale di Firenze, rilevando che:

    1) il debitore, onerato della prova delle dimensioni dell'attività imprenditoriale e dei parametri di cui alla L. Fall., artt. 1 e 15, non si era presentato senza giustificato motivo all'udienza prefallimentare, ed in sede di giudizio non aveva fornito documentazione idonea ed attendibile, ma solo copie informali di bilanci, che non risultavano approvati, e documenti contabili che non risultavano regolarmente tenuti;

    2) il Curatore non era stato in grado di fornire elementi valutativi per carenza di documentazione, per cui non era stato possibile effettuare neppure accertamenti d'ufficio;

    3) inoltre, mentre mancavano elementi per escludere la presenza di attivo ripartibìle, l'ammontare dei debiti azionati risultava di Euro 25.000,00, a cui aggiungere i protesti documentati per Euro 70.000,00, per cui era da ritenersi superato il limite impeditivo della dichiarazione di fallimento, di cui alla L. Fall., art. 15.

    Avverso detta pronuncia ha proposto ricorso per cassazione Albereta s.r.l., sulla base di tre motivi.

    Gli intimati Fallimento e creditore istante non hanno svolto difese.

    Il ricorso veniva assegnato alla Sesta Sezione; depositata la relazione ex art. 380 bis c.p.c., all'udienza camerale del 22/2/2013, la Corte ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.1.- Con il primo motivo, la ricorrente denuncia la nullità della sentenza ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per violazione dell'art. 132 c.p.c., dell'art. 118 disp. att. c.p.c., comma 2, dell'art. 111 Cost., per motivazione mancante o apparente, in relazione alla presunta non sussistenza dei presupposti di cui alla L. Fall., art. 1, comma 2, per la non assoggettabilita a fallimento, o comunque, violazione e falsa applicazione della L. Fall., art. 1, comma 2, degli artt. 2215, 2216, 2219, 2478 bis e 2712 c.c., dell'art. 116 c.p.c.; nonchè vizi motivazionali in relazione alla non assoggettabilità della società al fallimento.

    1.2.- Con il secondo motivo, la ricorrente denuncia la nullità della sentenza ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per violazione dell'art. 132 c.p.c., dell'art. 118 disp. att. c.p.c., comma 2, dell'art. 111 Cost., per motivazione mancante o apparente o, in subordine, insufficiente e contraddittoria motivazione sul punto decisivo del mancato esercizio del potere di effettuare accertamenti d'ufficio.

    1.3. - Col terzo motivo, Albereta s.r.l. denuncia il vizio di violazione e falsa applicazione di legge in relazione al principio di cui alla sent. Corte Cost. 570/89, e/o nullità della sentenza per violazione degli artt. 132, 118 disp. att. c.p.c., comma 2, dell'art. 111 Cost., per motivazione mancante insufficiente o contraddittoria sul punto decisivo della presunta mancanza di elementi sufficienti per escludere la presenza di attivo patrimoniale.

    2.1.- I tre motivi, da valutarsi congiuntamente in quanto inerenti al profilo della prova dei requisiti di non fallibilità, sono da ritenersi infondati.

    Prima facie infondata è la censura di nullità della sentenza ex art. 360 c.p.c., n. 4, vizio che si determina ove la pronuncia ...

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