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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    La Corte d'appello di Napoli, con sentenza depositata in data 4/4/2011, ha respinto il reclamo proposto da D.S.G., già socio e liquidatore della s.r.l. Fashion Club in liquidazione, avverso la sentenza del Tribunale di Nola del 25/11/2010, dichiarativa del fallimento di detta società.

    La Corte del merito ha respinto l'eccezione di nullità della notifica del ricorso per fallimento e del pedissequo decreto di fissazione d'udienza, atteso che il creditore istante, dopo la notifica presso la sede della Fashion Club in liquidazione, che era risultata chiusa, aveva proceduto alla notificazione presso la residenza del liquidatore, come risultante dalla visura camerale;

    l'atto era stato notificato presso detto indirizzo "a mani della madre R.A. autorizzata al ritiro da D.S.G., nella qualità indicata in atti".

    Il reclamante aveva negato che la madre, non convivente, fosse autorizzata al ritiro, ma di ciò non aveva fornito prova.

    Osserva la Corte del merito che l'accettazione della copia da parte della madre deve far presumere la sollecita consegna dell'atto al figlio, in base al rapporto di solidarietà connesso al vincolo familiare ed al dovere giuridico conseguente all'accettazione della notifica; a nulla rileva che il D.S. abbia fissato dal 1997 la propria residenza in luogo diverso da quanto dichiarato alla Camera di Commercio all'atto della iscrizione della nomina a liquidatore, essendo la pubblicità prevista a tutela del terzo, che quindi non è tenuto a verificare la veridicità di tale dichiarazione.

    Nel merito, il reclamo è stato ritenuto infondato, per non avere il reclamante eccepito e provato il possesso congiunto dei requisiti di non fallibilità ed anzi, dall'ultimo bilancio depositato nel ...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.1.- Con l'unico articolato motivo, il D.S., già socio e liquidatore della Fashion Club s.r.l., denuncia vizio di violazione e falsa applicazione degli artt. 115, 139 e 145 c.p.c., degli artt. 2697 e 2700 c.c.; vizio di omessa, contraddittoria ed insufficiente motivazione circa fatto decisivo per il giudizio in ordine alla valutazione delle prove documentali; nullità della sentenza e del procedimento ex art. 360 c.p.c., n. 4, per violazione del principio del contraddittorio ex art. 101 Cost., e del diritto di difesa, avendo l'irregolare ed irrituale notifica del ricorso di fallimento comportato la mancata instaurazione del contraddittorio con conseguente nullità della sentenza impugnata.

    Il ricorrente evidenzia di avere dal (OMISSIS) residenza in (OMISSIS), ed abitazione dal (OMISSIS) in via (OMISSIS); che tale residenza è effettiva, che la madre non è presente nello stato di famiglia e risiede in (OMISSIS); che nel verbale di messa in liquidazione della società, con contestuale nomina del D.S. a liquidatore, non è indicata la residenza in (OMISSIS), non giustificandosi l'erronea indicazione riportata nella visura camerale, conseguente alla trasmissione per via telematica da parte del notaio rogante del verbale di messa in liquidazione, e che nella medesima visura camerale, a pag. 5 "Soci e titolari di diritti su quote e azioni", si legge "proprietà... D.S.G. ... Domicilio del titolare o rappresentante comune (OMISSIS)".

    Nè nell'atto di acquisto di quote societarie, la residenza era indicata in Napoli, e la Corte d'appello non ha considerato le dichiarazioni rese dalla madre del ricorrente nella pur inammissibile costituzione in sede fallimentare.

    Secondo il ricorrente, le risultanze camerali non hanno valenza ...

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