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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1. - Con sentenza del 23 marzo 2009, la Corte d'Appello di Firenze ha accolto il reclamo proposto dalla Kontinental S.r.l. avverso la sentenza emessa il 23 ottobre 2008, con cui il Tribunale di Lucca aveva rigettato la domanda di ammissione al concordato preventivo proposta dalla società reclamante e ne aveva dichiarato il fallimento.

    A fondamento della decisione, ha ritenuto che l'ottimismo delle previsioni di vendita degl'immobili formulate nella proposta concordataria e nella relazione allegata, pur ponendosi in contrasto con la grave crisi economica in atto, con il crescente immobilismo del mercato immobiliare e con la posizione geografica dei beni, incidesse sulla fattibilità del concordato in termini non già di certezza ma di mera probabilità, comunque inferiore ai rischi ai quali i creditori sarebbero rimasti esposti per effetto della dichiarazione di fallimento.

    In proposito, pur riconoscendo che la delibazione in ordine alla fattibilità del concordato non si riduce ad un'operazione di mero segretariato giudiziale, ma implica un giudizio di merito, ha precisato che tale requisito dev'essere inteso in termini probabilistici, osservando che, fino a quando non risulti con certezza l'inattuabilità del piano, il diniego dell'ammissione al concordato si traduce in un ingiustificato rischio di danno sia per il debitore che per i creditori, ai quali restano precluse la possibilità di esprimere il loro giudizio in ordine alla proposta e quella di prestare la loro collaborazione alla riuscita del piano.

    2. - Avverso la predetta sentenza il curatore del fallimento propone ricorso per cassazione, articolato in tre motivi. La Kontinental resiste con controricorso, proponendo a sua volta ricorso incidentale, affidato ad un...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. - Con il primo motivo d'impugnazione, il ricorrente denuncia la contraddittorietà della motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, osservando che la Corte d'Appello ha attribuito una portata ambivalente al concetto di fattibilità della proposta concordataria, in quanto, dopo averne sottolineato il carattere probabilistico, ha subordinato il diniego dell'ammissione alla procedura ad un giudizio di certezza in ordine all'inattuabilità del piano. Essa, infatti, pur condividendo la prognosi infausta formulata dal Giudice di primo grado, è appro-data ad un giudizio di sostanziale ammissione al concordato.

    2. - Con il secondo motivo, il ricorrente lamenta l'omessa motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, sostenendo che la Corte d'Appello si è limitata a disquisizioni meramente formali in ordine al concetto di fattibilità del concordato, astenendosi dal valutare in concreto il contenuto della proposta. Essa ha omesso di verificare le possibilità di attuazione del piano sulla base delle risorse presenti nel patrimonio aziendale e di quelle realizzabili attraverso eventuali attività liquidatorie, trascurando, in particolare, la circostanza che una quota rilevante dell'attivo è rappresentata dagli assets immobiliari, la cui liquidazione, in quanto non ancorata a dati obiettivi, testimonia di per sè l'inattuabilità del piano.

    3. - Con il terzo motivo, il ricorrente deduce la violazione dell'art. 112 cod. proc. civ., osservando che la Corte d'Appello, pur avendo sollevato obiezioni in ordine alla fattibilità e finanche alla serietà della proposta concordataria, si è astenuta dal formulare un proprio giudizio alternativo in ordine all'ammissibilità della stessa, in tal modo omettendo ...

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