ATTENZIONE: stai consultando la versione GRATUITA della Bancadati. Per accedere alla versione completa abbonati subito

  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con sentenza n. 179/2004, il Tribunale di Perugia revocava il decreto ingiuntivo emesso dal Presidente del Tribunale di Perugia che imponeva alla Sagem soc.coop. a r.l. ed al suo fideiussore Banca Popolare dell'Adriatico, già Banca Popolare Abruzzese, di pagare alla Valigi s.p.a. Industria per l'Alimentazione la somma di L. 312.657.965, quale residuo prezzo per la cessione delle quote della Valigi Adriatica S.r.l..

    La controversia verteva sulla determinazione del prezzo, avendo le parti in origine pattuito che questo fosse di L. 5 miliardi, a cui l'acquirente avrebbe fatto fronte per 4,5 miliardi, accollandosi esposizioni debitorie, ma che avrebbe potuto essere rivisto al ribasso sino al limite minimo di 4,5 miliardi, nel caso in cui l'UTE avesse, entro il 30 giugno 1992, depositato stima recante minor valore.

    In corso di causa sopravveniva il fallimento della Valigi S.p.A.; la causa veniva riassunta nei confronti del Fallimento ed il Tribunale motivava l'accoglimento dell'opposizione con l'essere stata la medesima causa già decisa con sentenza n. 151 del 2000 del Tribunale di Teramo, passata in cosa giudicata.

    Proponeva appello il Fallimento; si costituivano le appellate, resistendo all'impugnazione.

    La Corte d'appello di Perugia, con sentenza in data 15 giugno 2006- 19 settembre 2006, in riforma della sentenza appellata, ha respinto le opposizioni a decreto ingiuntivo e compensato tra le parti le spese dei due gradi del giudizio.

    Per quanto qui interessa, la Corte del merito, ritenuto che il Tribunale non aveva tenuto conto che la sentenza del Tribunale di Teramo era stata emessa nei confronti del soggetto fallito in corso di causa, senza che il Fallimento fosse stato chiamato a partecipare o comunque avesse partecipato al...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.1.- I due ricorsi, principale ed incidentale, vanno riuniti ai sensi dell'art. 335 c.p.c..

    1.2.- Con il primo motivo del ricorso principale la Sagem si duole della nullità della sentenza per violazione degli artt. 158 e 51 c.p.c., in relazione all'art. 161 c.p.c. e art. 360 c.p.c., n. 4.

    Del Collegio giudicante della Corte d'appello di Perugia faceva parte il Dott. C.S., già Giudice delegato della procedura di concordato preventivo e di seguito Giudice delegato del Fallimento Valigi s.p.a.; in tale veste, come si evince dagli atti di causa, detto magistrato aveva espresso parere vincolante ai Commissari Liquidatori in relazione al vantato credito verso Sagem, e come Giudice delegato del Fallimento aveva espressamente autorizzato la Curatela a coltivare, in successione dei Liquidatori, il giudizio avanti al Tribunale di Perugia.

    Secondo la Sagem, la violazione dell'obbligo di astensione gravante sul detto magistrato configura vizio non sanabile della sentenza d'appello.

    1.3.- Con il secondo motivo la ricorrente principale denuncia la falsa applicazione della L. Fall., art. 43, in relazione alla fattispecie di cui alla L. Fall., artt. 182 e 186. Osserva la ricorrente che i Liquidatori della Procedura di concordato preventivo della Valigi, pur ritualmente citati (23/4/91), non si sono costituiti in tale veste nel giudizio avanti al Tribunale di Teramo, avente ad oggetto l'accertamento negativo dell'obbligazione ex contractu proposto dalla Sagem; gli stessi Liquidatori hanno chiesto al Tribunale di Perugia decreto ingiuntivo, formulando domanda che per petitum sostanziale, coincide specularmente con la domanda di accertamento negativo; costituendosi nel giudizio di opposizione, i Liquidatori hanno inspiegabilmente affermato di...

Correlazioni:

Legislazione Correlata (6)

Visualizza successivi
please wait

Caricamento in corso...

please wait

Caricamento in corso...