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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    La Corte d'Appello di Torino, con sentenza del 25.11.05, ha accolto l'impugnazione proposta dal Fallimento della Costruzioni Ravarino s.a.s. di Ravarino Domenico e dal Fallimento personale di R. D. contro la sentenza del Tribunale di Vercelli che aveva respinto la domanda L. Fall., ex art. 64, avanzata dall'appellante nei confronti di A.D., moglie separata del socio illimitatamente responsabile della s.a.s., ed ha dichiarato inefficace nei confronti della massa dei creditori l'atto con il quale, in sede di separazione consensuale, omologata pochi mesi prima del fallimento, R. aveva attribuito alla moglie l'unico immobile di sua proprietà.

    La Corte territoriale, rilevato che, in base agli accordi assunti, R. avrebbe versato ad A., non affidataria di figli minori, un assegno mensile di L. 2.500.000, ha escluso che il trasferimento dei beni trovasse giustificazione in un interesse economico del fallito qualificabile, sia pure in senso lato, come corrispettivo o potesse configurarsi quale adempimento di un obbligo giuridico nascente dalla separazione ed ha pertanto ritenuta provata la gratuità dell'atto.

    A.D. ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza, affidato a tre motivi, cui il Fallimento ha resistito con controricorso.

    Entrambe le parti hanno depositato memoria.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1) Con il primo motivo di ricorso, A.D., denunciando violazione degli artt. 112 e 345 c.p.c. nonchè vizio di motivazione, deduce che la Corte territoriale, dopo aver rilevato che nell'atto di citazione il Fallimento aveva richiesto la declaratoria di simulazione dell'intero atto di separazione omologato ed avere, pertanto, correttamente ritenuto inammissibile, in quanto nuova, la domanda di accertamento della simulazione del solo atto di trasferimento proposta dal Fallimento con il primo motivo d'appello, ha inspiegabilmente omesso di estendere il medesimo ragionamento alla domanda di inefficacia di cui alla L. Fall., art. 64, che, nel giudizio di primo grado, era anch'essa rivolta all'atto di separazione nella sua interezza.

    Il motivo è infondato.

    Dagli atti del giudizio, che questa Corte ha il potere di esaminare attesa la denuncia di un error in procedendo, emerge infatti che, sia in primo che in secondo grado, il Fallimento ha chiesto di dichiarare l'inefficacia, ai sensi della L. Fall., art. 64, non già dell'intero accordo di separazione consensuale ma "del verbale di assegnazione beni 13.12.99 con il quale R.D. ha ceduto ad A.D....le unità immobiliari...".

    2) Col secondo motivo la ricorrente, denunciando violazione della L. Fall., art. 64, contesta che gli atti di attribuzione patrimoniale contenuti in un verbale di separazione consensuale possano soggiacere alla sanzione di inefficacia prevista dalla norma che assume violata.

    Rileva in proposito che fra le pattuizioni patrimoniali contenute nel verbale di separazione, attraverso le quali i coniugi perseguono un risultato economico unitario e complesso, sussiste un collegamento negoziale che le rende indissolubili, con la conseguenza che, nel loro ambito, non è...

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