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Estremi:
Cassazione penale, 2013,
  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. R.F.D. e C.A. sono stati ritenuti dal tribunale di Varese responsabili del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale relativamente alla società Italflora s.r.l., dichiarata fallita con sentenza del 02/10/1995 e pertanto condannati rispettivamente alla pena di anni cinque ed anni quattro di reclusione, oltre alle pene accessorie specifiche.

    2. Proposto appello dagli imputati, la Corte territoriale di Milano confermava integralmente la sentenza di primo grado.

    3. Propongono ricorso per cassazione entrambi gli imputati per i seguenti motivi;

    4. R.F.D.:

    a. mancanza o manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione per travisamento della prova incidente sul travisamento del fatto che ha determinato l'accertamento della responsabilità penale; in particolare si lamenta: - la ritenuta inattendibilità del teste B.M., rispetto alle dichiarazioni rese dal teste, già coimputato, F.; - il travisamento della prova anche con riferimento alla bancarotta documentale, nonchè l'assenza totale di motivazione sul punto nella sentenza di primo e secondo grado; - l'erronea interpretazione delle risultanze probatorie ed in particolare la ritenuta attendibilità ai sensi dell'art. 192 c.p.p., dei testi F. e Co. (a tal proposito si lamenta che l'attendibilità dei predetti avrebbe dovuto essere sottoposta a rigoroso e motivato vaglio critico, in quanto soggetti recanti un interesse specifico nel sostenere le ragioni contrarie a quelle del R.).

    Violazione di legge per la condanna accessoria irrogata nella misura di anni 10 e non invece In misura proporzionale alla pena (questo motivo è infondato a seguito dell'intervento della Corte costituzionale con sentenza...

  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. Il primo motivo di ricorso del R. è inammissibile in quanto manifestamente infondato ed altresì generico con riferimento alle valutazioni di attendibilità dei testi F. e Co.

    in relazione alle dichiarazioni di B.M.; la Corte d'appello alla pagina sette della sentenza ha, invero, spiegato le ragioni per cui ha ritenuto inattendibile il B. ed invece attendibili le dichiarazioni rese da F. e Co. (cfr.

    pag. 7, 2 e 3 capoverso). Il riferimento in ricorso al travisamento della prova è del tutto errato, o quantomeno privo della necessaria specificità, non essendo in alcun modo evidenziato un dato probatorio certo ed incontestabile, oggetto di erronea percezione da parte della Corte. In realtà il ricorso censura la valutazione di attendibilità operata dalla Corte nell'ambito dei suoi poteri di accertamento e di giudizio, valutazioni sorrette da motivazione idonea e priva di vizi logici alla già richiamata pagina sette della sentenza. Con riferimento alla dedotta mancanza di motivazione sulla bancarotta documentale, si veda la pagina 2 della sentenza di appello, che richiama la motivazione del Giudice di primo grado, rendendo così la motivazione più che sufficiente sul punto (il giudice di legittimità, ai fini della valutazione della congruità della motivazione del provvedimento impugnato, deve fare riferimento alle sentenze di primo e secondo grado, le quali si integrano a vicenda confluendo in un risultato organico ed inscindibile; cfr.

    sez. 2, n. 11220 del 13/11/1997, Ambrosino; conff. Sez. 6, n. 23248 del 07/02/2003, Zanotti; Sez. 6, n. 11878 del 20/01/2003, Vigevano;

    sez. 2, n. 19947 del 15 maggio 2008).

    2. Con motivi aggiunti depositati il 17/07/2012 il difensore dell'imputato ha...

Correlazioni:

Legislazione Correlata (1)

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