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Estremi:
Cassazione civile, 2013,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1. La Cassa Rurale e Artigiana di Roma (poi Banca di credito cooperativo di Roma soc. coop. a r.l.) agì (nel 2001), ex art. 2901 c.c., per sentir dichiarare inefficace nei propri confronti l'atto (del 14 febbraio 1997) con il quale i coniugi F.L. e B.A. avevano costituito un fondo patrimoniale, destinando l'appartamento di loro proprietà alle esigenze della famiglia dei coniugi M.M. e B.M. (figlia dei conferenti).

    La Banca addusse di essere creditrice della F., nei confronti della quale aveva ottenuto decreto ingiuntivo (oltre 63 milioni di lire), non opposto e dichiarato esecutivo (il 29 settembre 1998), per avere la stessa prestato fideiussione, in data precedente all'atto di disposizione, a favore della società Edigrafica Aldina, amministrata dal marito, relativamente ad una apertura di credito. Convenne in giudizio la F. e i coniugi M./ B., beneficiari del fondo patrimoniale, essendo l'altro conferente ( B. A.) deceduto.

    Nella contumacia dei coniugi M./ B., il Tribunale accolse la domanda.

    La Corte di appello di Roma respinse l'impugnazione proposta dalla F., nella contumacia dei beneficiari del fondo (sentenza del 29 marzo 2007).

    2. Avverso la suddetta sentenza, F. propone ricorso per cassazione con quattro motivi, corredati da quesiti per i profili di diritto, e deposita memoria.

    La banca resiste con controricorso.

    I beneficiari, ritualmente intimati, non svolgono difese.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. La Corte di merito ha fondato la decisione sulle argomentazioni essenziali che seguono.

    a) Al contrario di quanto sostiene l'appellante, secondo la quale la finalità dell'istituto di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della famiglia, escluderebbe il suo assoggettamento alla revocatoria, secondo la consolidata giurisprudenza di legittimità, l'istituto, imponendo un vincolo di destinazione ai beni che vi confluisco, costituisce un atto di disposizione revocabile ex art. 2901 c.c..

    b) Vi è posizione creditoria della banca, tutelabile ex art. 2901 c.c., ed il credito è anteriore all'atto di disposizione.

    Infatti, prestata fideiussione in relazione alle future obbligazioni del debitore principale (società amministrata dal marito) connesse ad un'apertura di credito, l'insorgenza del credito va apprezzata con riferimento al momento dell'accreditamento e non a quello, eventualmente successivo, dell'effettivo prelievo da parte del debitore principale della somma messa a sua disposizione.

    Sia l'apertura di credito in favore della società che la fideiussione risalgono pacificamente ad un'epoca anteriore all'atto di disposizione del febbraio 1997; non rileva che non risulti la precisa situazione contabile del conto corrente della società garantita all'epoca della costituzione del fondo, rispetto alla quale la Banca ha prodotto un documento contabile contestato dalla controparte, atteso che la banca ha ottenuto decreto ingiuntivo in danno della F., non opposto e dichiarato esecutivo nel 1998; nè la F. ha fornito prova dell'estinzione del debito, essendosi limitata ad allegare che la banca è stata ammessa al passivo del fallimento della società garantita.

    c) Ai fini dell'eventus damni è sufficiente il pericolo concreto, stante ...

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