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Estremi:
Tribunale Monza, 2013,
  • Fatto

    rilevato in fatto che:

    Con ricorso depositato, in data 26 ottobre 2012, l'Agenzia delle Entrate ha evidenziato che la Società proponente non ha rispettato le condizioni previste nel piano concordatario omologato di soddisfacimento del credito erariale dell'importo di E 6.237.310 in 60 rate mensili, avendo interrotto i pagamenti delle rate a partire dal mese di febbraio 2012, dopo il versamento dell'importo di E 1.443.185,62.

    Con successivo ricorso depositato in data 28 novembre 2012, anche Omissis ha riferito che il proprio credito privilegiato, ammontante a complessivi E 49.595,04, è stato parzialmente estinto con pagamenti rateali che si sono interrotti il 5 marzo 2012, cosicché l'importo residuo ancora dovuto ammonta a E 20.836,80.

    Con decreto in data 6 novembre 2012, il Tribunale ha dichiarato aperto il procedimento per la risoluzione del concordato preventivo della suddetta società ed ha fissato l'udienza camerale per la comparizione delle parti ai fini della decisione in ordine alla risoluzione del concordato ed alla dichiarazione di fallimento per il giorno 9 gennaio 2013, disponendo che il provvedimento venisse comunicato alla società debitrice, al Liquidatore, ai Commissari ed al Pubblico Ministero.

    All'udienza al 9 gennaio 2013, Omissis ha depositato domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo con riserva, ai sensi dell'art. 161, 6° comma, L.F..

    Il Pubblico Ministero si è rimesso alla decisione del Tribunale.

  • Diritto

    IN DIRITTO

    I profili segnalati dall'Agenzia delle Entrate e da Omissis sono idonei a configurare i presupposti per la risoluzione per inadempimento del concordato preventivo, secondo quanto previsto dall'art. 186 L.F..

    Si deve ritenere sussistente la legittimazione attiva dei due suddetti ricorrenti a proporre l'istanza per la risoluzione del concordato, posto che a norma dell'articolo 186 citato la risoluzione del concordato per inadempimento può essere chiesta da ciascuno dei creditori.

    Deve, inoltre, ritenersi sussistente la condizione di procedibilità di cui all'articolo 186, terzo comma, L.F. posto che il concordato era ancora in corso di adempimento.

    Ciò premesso, va osservato che l'articolo 186 L.F. prevede che il l'inadempimento non abbia scarsa importanza.

    Nella fattispecie, come si ricava dalla relazione dei Commissari, la società in concordato risulta non aver effettuato pagamenti per oltre 1 milione di euro nel solo periodo da febbraio a giugno 2012.

    Del resto, la stessa società Omissis aveva già evidenziato, con la domanda di risoluzione presentata in proprio in data 3 agosto 2012 (dichiarata, tuttavia, inammissibile con provvedimento del 7 agosto 2012 per carenza di legittimazione), di non trovarsi nelle condizioni di rispettare le previsioni del piano industriale basato sulla prosecuzione dell'attività aziendale ed imperniato in gran parte su una ristrutturazione complessiva del gruppo, con concentrazione sul core business (promozione e vendita di spazi commerciali nel settore delle vendite immobiliari e del mercato dell'auto) e dismissione delle altre attività non strategiche. In particolare, la società in concordato aveva precisato di aver effettuato fino a gennaio 2012 i pagamenti in esecuzione del piano per complessivi E 3.760.000, oltre alle spese di procedura: tuttavia, il fatturato non aveva raggiunto...

Correlazioni:

Legislazione Correlata (1)

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