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  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    che, con ricorso del 3 dicembre 2010 al Tribunale di Ravenna, la s.p.a. Europack Cables Industry in liquidazione chiese l'ammissione ad un concordato preventivo con garanzia della percentuale offerta alle seguenti condizioni: 1) pagamento integrale delle spese di procedura e, nei limiti della capienza dei beni gravati, dei creditori privilegiati; 2) pagamento del trenta per cento dei creditori chirografari, mediante erogazione di un dieci per cento entro venti giorni dalla comunicazione del decreto di omologazione e il restante venti per cento entro diciotto mesi dal momento dell'intervenuta definitività del decreto di omologazione; 3) garanzia offerta da due società partecipanti al capitale della s.p.a. Europack (s.r.l. New Harmony Corporation, con quota del cinquantacinque per cento, e s.p.a. Somacis Group, con quota del venticinque per cento), mediante apposite fideiussioni bancarie a prima richiesta per l'importo complessivo di Euro 450.000,00;

    che, con decreto del 22 dicembre 2010, il Tribunale adito ammise la Società debitrice alla procedura richiesta, nominando commissario giudiziale il dr. P.F. di (OMISSIS);

    che - approvato il concordato dai creditori rappresentanti la maggioranza dei crediti ammessi al voto ed in mancanza di opposizioni - il Tribunale, con decreto del 13 giugno 2011, ha così, tra l'altro, provveduto: Omologa il concordato preventivo proposto da Europack Cables Industry s.p.a. in liquidazione secondo i termini e le modalità stabiliti nella proposta contenuta nel ricorso dep. il 03/12/10, ove si prevede in particolare l'assunzione di garanzia da parte delle società Somacis Group s.p.a. e New Harmony Corporation s.r.l., mediante obbligazione di pagamento solidale illimitata, circa l'integrale pagamento di spese e crediti...

  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    che, con il primo (con cui deduce: Violazione della L. Fall., artt. 180 e 185 in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3) e con il secondo motivo (con cui deduce: Difetto di motivazione in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 5) - i quali possono essere esaminati congiuntamente, avuto riguardo alla loro stretta connessione -, la ricorrente critica il decreto impugnato, anche sotto il profilo dei vizi di motivazione, e - sulla premessa che il concordato de quo non è con cessio bonorum, come risulta inequivocabilmente dal suo contenuto - sostiene che i Giudici a quibus: a) hanno erroneamente nominato un liquidatore giudiziale, la cui nomina è invece prevista dall'art. 182 della legge fallimentare per il solo concordato con cessione dei beni, mentre il compito di dare esecuzione al concordato senza cessione dei beni, come nella specie, spetta esclusivamente al debitore; b) hanno, in ogni caso, fatto cadere la scelta sullo stesso commissario giudiziale precedentemente nominato il quale, perciò, dovrebbe sorvegliare l'adempimento del concordato, vale a dire il suo stesso operato, ciò in palese conflitto di interessi ai sensi della L. Fall., art. 28, comma 3, richiamato dal successivo art. 182; c) ove, in ipotesi, avessero qualificato il concordato de quo come concordato con cessio bonorum, hanno comunque completamente omesso di motivare sul punto;

    che, con il terzo motivo (con cui deduce: Violazione dell'art. 112 c.p.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 4), la ricorrente critica il decreto impugnato, nella parte in cui ha completamente omesso di decidere sulla seguente richiesta: Perchè alla Europack Cables Industry sia consentito di eseguire - e senza ritardo - il concordato, una volta che esso sia stato omologato, pare indispensabile che il decreto di omologazione ordini che il ...

Correlazioni:

Note a sentenza (1)

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