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Estremi:
Cassazione penale, 2012,
  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. D.G.M. ricorre per cassazione, tramite il difensore, avverso la sentenza di non luogo a procedere emessa al giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Potenza in data 14-3-12, con la quale sono stati dichiarati estinti per intervenuta prescrizione:

    il reato di cui all'art. 81 c.p., art. 61 c.p., n. 2, artt. 319, 319 ter e 321 c.p. perchè, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, il D.G. nella qualità di Sostituto Procuratore della Repubblica di Taranto, nel corso delle indagini relative al procedimento penale nr 1276/ 03, induceva D.F.G., vittima di usura da parte, tra gli altri, di P.A., suocero del cognato del predetto magistrato, a non denunciare il P. quale usuraio, promettendo al predetto D.F. una premura particolare nell'iter previsto per l'accesso al fondo antiusura ed assicurando altresì un suo interessamento personale presso il P. affinchè cessasse il negozio usurario ; così ponendo in essere una condotta contraria ai suoi doveri d'ufficio, finalizzata a far ottenere al P. l'utilità consistente nell'evitare di subire un processo penale. In (OMISSIS) dall'anno 2003 ed in epoca successiva, fino all'ottobre 2008 (capo D, ascritto anche a D.F.G. e qualificato dal Gup nei termini del reato di cui all'art. 319 c.p., commesso nell'anno (OMISSIS));

    il reato di cui all'art. 81 cpv. c.p., art. 61 c.p., n. 9 e art. 378 c.p., perchè, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, nella qualità di cui sopra, occultando, mediante la condotta di cui al capo che precede, la commissione del reato di usura nei confronti di D.F.G. da parte del P., aiutava quest'ultimo ad eludere le investigazioni dell'Autorità. In (OMISSIS) dall'anno (OMISSIS) fino all'(OMISSIS).

    ...
  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    3. Non è possibile esaminare le censure dedotte per la pregiudiziale ragione che, quand'anche esse risultassero fondate, non sarebbe comunque possibile addivenire ad un annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato, non potendosi, in questa sede, fare applicazione del disposto dell'art. 129 cpv. c.p.p., poichè la valutazione afferente all'emergere, in termini di evidenza, di una delle situazioni ivi previste comporterebbe un apprezzamento di fatto precluso al giudice di legittimità. E infatti la stessa difesa del ricorrente ha chiesto un annullamento con rinvio. Quest'ultimo determinerebbe però la prosecuzione del processo e ciò è incompatibile con l'obbligo di immediata declaratoria della causa estintiva del reato costituita dalla prescrizione (Sez. Un. 21-10-92 Marino, Cass. pen. 1993,1393; Cass 23-1-97, Bornigia, C. E. D. Cass n. 208673; Cass. 24-6-96, Battaglia, C.E.D. Cass. n.205548; cfr.

    anche Sez. Un. 28-11-2001, Cremonese, Cass. pen 2002, 1308, secondo cui neanche la sussistenza di una nullità di ordine generale è rilevabile nel giudizio di legittimità, in quanto l'inevitabile rinvio al giudice del merito è incompatibile con il principio dell'immediata applicabilità della causa estintiva).

    E infatti Sez. Un. 28-5-2009 n 35490, Tettamanti, rv n. 244275, ha stabilito che, in presenza di una causa di estinzione del reato, non sono rilevabili, in sede di legittimità, vizi di motivazione della sentenza impugnata, in quanto il giudice del rinvio avrebbe comunque l'obbligo di procedere immediatamente alla declaratoria della causa estintiva.

    D'altronde, condivisibilmente, le Sezioni unite, nella stessa sentenza si sono espresse nel senso che, in presenza di una causa di estinzione del reato, il giudice è legittimato a pronunciare ...

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