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Estremi:
Cassazione civile, 2013,
  • Fatto

    FATTO E DIRITTO

    Il relatore designato a norma dell'art. 377 c.p.c., ha depositato una relazione del seguente tenore:

    "1.- Il Prof. F.A., docente universitario di prima fascia, ha convenuto in giudizio l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro dinanzi al Giudice del lavoro di Bari perchè fosse accertato il suo diritto a percepire la somma di Euro 266.792,29 a titolo di indennità specifica medica, retribuzione di posizione fissa e variabile e maggiorazione di fine rapporto, con condanna di detto Ateneo e della locale Azienda Ospedaliera Policlinico Consorziale al pagamento della somma in questione ed alla conseguente regolarizzazione della posizione contributiva.

    2.- Costituitasi in giudizio l'Università ha eccepito la carenza di giurisdizione del giudice ordinario ed ha contestato la domanda nel merito. La stessa, con ricorso notificato all'attore ed all'Azienda ospedaliera, chiede alle Sezioni unite di regolare preventivamente la giurisdizione, dichiarando la competenza del giudice amministrativo.

    3.- Sostiene la richiedente che la domanda del F., in ragione dello status giuridico di professore universitario di prima fascia dallo stesso goduto, sarebbe devoluta al giudice amministrativo del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, ex art. 63, comma 4, che rimette alla giurisdizione esclusiva di tale giudice le controversie relative ai rapporti di lavoro di cui al cit. D.Lgs. n. 165, art. 3, tra i quali rientra il rapporto di impiego dei professori e dei ricercatori universitari.

    4.- La domanda ha ad oggetto la richiesta di equiparazione economica del docente universitario al personale medico del Servizio Sanitario Nazionale, in ragione della prestazione del servizio assistenziale presso le cliniche e gli istituti universitari e, pertanto, secondo la ...

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