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  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO

    1. C.D., C.L., C.R. e G. M. sono imputati a vario titolo di reati fallimentari collegati al fallimento della società calcistica U.S. RAVENNA CALCIO s.r.l., fallimento dichiarato dal tribunale di Ravenna il (OMISSIS).

    2. C.D. è stato amministratore di fatto della predetta società sino all'08 novembre 1997 e presidente del consiglio di amministrazione da tale data fino al 09/03/1999, nonchè amministratore della società Misano di navigazione S.p.A., società controllante della U.S. RAVENNA CALCIO s.r.l..

    3. C.L. è stato presidente del consiglio di amministrazione ed amministratore delegato della U.S. RAVENNA CALCIO s.r.l. dal 15/07/1995 al 13/09/1997.

    4. C.R. è stato consigliere di amministrazione della società U.S. RAVENNA CALCIO s.r.l. dal 15/07/1995 al 14/11/1997.

    5. G.M. è stato consigliere di amministrazione della U.S. RAVENNA CALCIO s.r.l. dal 22/02/2000, con assunzione della carica di vicepresidente del consiglio di amministrazione e responsabile finanziario dal 18/03/2000 al 05/05/2000 e con l'attribuzione dei poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione dal 31/03/2000 al 17/04/2000.

    6. Ai sopranominati componenti della famiglia C. viene contestato sostanzialmente di avere distratto rilevanti somme di denaro dal patrimonio della U.S. RAVENNA CALCIO s.r.l. al fine di finanziare la controllante Misano di navigazione S.p.A., società di famiglia, che a partire dal 1991 aveva iniziato ad avere grosse crisi di liquidità a causa della guerra del Golfo.

    7. I finanziamenti a favore della controllante - addebitati a C.D. per tutto il periodo ed a C.L. e C.R. per i periodi di rispettiva copertura di cariche ...

  • Diritto

    CONSIDERATO IN DIRITTO

    1. Le questioni in diritto su cui è chiamata a pronunciarsi la Corte di Cassazione assumono notevole importanza, trattandosi di valutare la natura giuridica dei vari elementi che compongono il reato di cui alla L. Fall., art. 216.

    2. In primo luogo è necessario verificare se nell'applicazione della norma penale vi sia stata violazione di legge o se la sentenza sia affetta da vizio di motivazione con riferimento alla natura distrattiva dei prestiti dalla controllata alla capogruppo; trattasi infatti di attività lecita, regolarmente contabilizzata, caratterizzata da corrispettivo e corredata di garanzie che la difesa ha ritenuto adeguate. Inoltre, secondo i ricorrenti si sarebbe trattato di operazioni infragruppo, legittimate dall'art. 2634 cod. civ..

    3. Iniziando proprio da quest'ultimo aspetto, si deve rilevare che, sebbene fossero evidenti i vantaggi per la capogruppo, del tutto evanescenti si prospettavano quelli per la controllata; si è detto che i sacrifici imposti alla società calcistica avrebbero trovato compensazione nei molteplici vantaggi derivanti dall'inserimento nel gruppo, che sarebbe stato valorizzato dai finanziamenti, i quali avrebbero evitato il fallimento del gruppo ed il default della stessa società calcistica. Orbene, tali generici vantaggi derivanti dall'inserimento nel gruppo non sono mai stati specificati, ne è stato spiegato per quale motivo al fallimento della capogruppo avrebbe dovuto conseguire anche il default delle società sane sottoposte al controllo. Invero, unica conseguenza per la U.S. RAVENNA CALCIO s.r.l., in caso di fallimento della Misano di navigazione S.p.A., sarebbe stata la cessione a terzi della stessa con incasso di un considerevole corrispettivo, che sarebbe andato ad incrementare l'attivo concorsuale della...

Correlazioni:

Note a sentenza (3)

Legislazione Correlata (5)

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