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Estremi:
Cassazione penale, 2012,
  • Fatto

    MOTIVI DI FATTO E DI DIRITTO

    Il Gip presso il Tribunale di Roma con provvedimento del 7.10.2011 ha rigettato l'istanza di reimmissione nel possesso della (OMISSIS), proposta da S. S., indagata insieme al coniuge T.M. per il delitto di associazione a delinquere (art. 416 c.p.) finalizzato alla truffa in danno dell'Erario e di enti pubblici previdenziali e per una serie di reati tributari commessi in (OMISSIS).

    Il Tribunale di Roma, chiamato a pronunciarsi sull'appello interposto nell'interesse dell'indagata S., con ordinanza del 5.1.2012, ha rigettato il gravame.

    Propone ricorso per cassazione la S. con i seguenti motivi:

    1- violazione ex art. 606 c.p.p., lett. b (così testualmente, n.d.r.) - (difetto assoluto di motivazione) in relazione agli artt. 324 e 325 c.p.p., e art. 355 c.p.p., comma 3. Totalmente omessa valutazione di diritto riguardo la destinazione del bene in questione nell'interesse del minore. Omessa valutazione in merito alla cessione intervenuta antecedentemente del bene ad un soggetto (l'ATIM srl) totalmente estraneo alla vicenda giudiziaria in esame. Secondo la ricorrente il giudice del riesame non ha motivato sul fatto che oggetto della doglianza era l'ottemperanza alla ordinanza presidenziale di Velletri nella quale è stabilito che l'immobile è stato assegnato alla S. nell'interesse del minore a lei affidato.

    Inoltre, il Tribunale è incorso in vizio di motivazione ed illogicità manifesta per avere omesso di considerare l'avvenuto trasferimento del bene alla società ATIM srl antecedentemente al sequestro.

    2- Nullità dell'ordinanza di rigetto ex art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b) e c). Violazione di legge. Omessa risposta da parte del Tribunale della Libertà in ordine al motivo avanzato ...

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