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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    La Cassa di Risparmio di Firenze s.p.a. propose opposizione allo stato passivo del fallimento della Dragoni Gioielli s.r.l., seguito all'ammisione della società al concordato preventivo con decreto del 10 ottobre 2008 e dichiarato dal Tribunale di Arezzo con sentenza dell'11 febbraio 2009.

    L'opponente lamentò l'esclusione della prelazione ipotecaria del suo credito di Euro 548.199,00 per effetto della revoca, ai sensi della L. Fall., art. 67, comma 1, n. 4, dell'ipoteca iscritta il 30 luglio 2008, statuita dal Giudice delegato in applicazione del principio di consecuzione delle procedure.

    Il curatore resistette.

    Il Tribunale ha respinto l'opposizione rilevandone in primo luogo l'inammissibilità per violazione del termine, ritenuto perentorio, di dieci giorni dalla comunicazione del decreto di fissazione dell'udienza previsto per la notifica al curatore dalla L. Fall., art. 99, comma 4. Ha inoltre ritenuto comunque l'infondatezza della medesima opposizione, dato che 14 opponente non aveva contestato la sussistenza dello stato d'insolvenza della debitrice alla data del decreto di ammissione al concordato preventivo, ma si era limitata a contestare la legittimità di quel decreto e l'aminissiblità del concordato, viceversa non sindacabili dal Tribunale.

    La Cassa di Risparmio di Firenze ha quindi proposto ricorso per cassazione con due motivi di censura. Il curatore fallimentare si è difeso con controricorso. La ricorrente ha anche presentato memoria.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. - Con il primo motivo di ricorso, denunciando violazione di norme di diritto, si sostiene che, contrariamente a quanto affermato nel decreto impugnato, il termine di dieci giorni per la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza al curatore, previsto dalla L. Fall., art. 99, comma 4 (come modificato dal D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 e dal decreto correttivo 12 settembre 2007, n. 169) non ha carattere perentorio.

    1.1. - Il motivo è fondato.

    Il carattere perentorio del termine per la notifica al curatore del ricorso in opposizione a stato passivo con il decreto di fissazione dell'udienza davanti al giudice delegato era stato affermato da questa Sezione con la sentenza n. 8323 del 2002, nella vigenza del testo normativo anteriore alla riforma del 2006, sulla base dell'esigenza di sincronizzare i tempi di esame di tutte le opposizioni proposte avverso il medesimo stato passivo, destinate ad essere decise tutte con un'unica sentenza.

    Successivamente le Sezioni Unite, con la sentenza n. 25494 del 2009, hanno affermato, invece, la natura ordinatoria del termine rilevando l'inattualità di quella sincronizzazione con riferimento sia al regime anteriore alla riforma del 2006, per effetto degli interventi della Corte costituzionale con le sentenze n. 102 e 120 del 1986, sia con riferimento al regime scaturente dalla riforma, che non prevede più la decisione delle varie opposizioni con un'unica sentenza.

    A tale indirizzo si sono poi adeguate le sentenze di questa Sezione nn. 11301, 11508, 13015 e 17670 del 2010 con riferimento al termine della notifica del ricorso e del decreto al fallito, secondo la previsione dal testo dell'art. 99, cit., come modificato dal D.Lgs. n. 5 del 2006. Alla medesima conclusione deve pervenirsi anche con riferimento ...

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