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Estremi:
Cassazione civile, 2012,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con contratto condizionato del 25.1.1991 il Credito fondiario e industriale Fonspa spa (oggi International Credit Recovery srl (successivo creditore pignorante) concedeva ad B.E. un mutuo a garanzia del quale iscriveva ipoteca sull'immobile di proprietà della stessa, sito in (OMISSIS).

    Il tribunale di Napoli - sezione misure di prevenzione, sottoponeva a sequestro detto immobile ai sensi della L. n. 575 del 1965; quindi, con decreto del 4.12.1995 - 4.3.1996 ordinava la confisca dell'immobile, confermata dalla Corte d'Appello e divenuta definitiva il 26.1.1998.

    In data 14.3.1996 il creditore pignorante sottoponeva a pignoramento, davanti al tribunale di Roma, l'immobile concesso in garanzia.

    Con provvedimento del 7.4.2000, l'Agenzia del Demanio disponeva il mantenimento dell'immobile al patrimonio indisponibile dello Stato, per essere destinato a preminenti finalità di ordine pubblico.

    La stessa Agenzia, quindi, proponeva opposizione all'esecuzione sostenendo l'impignorabilità del bene sottoposto a confisca.

    Il tribunale rigettava l'opposizione.

    Nel frattempo l'originario San Paolo Imi, cessionario dell'ex Banco di Napoli, creditore intervenuto nel procedimento esecutivo di cui si tratta, promuoveva incidente di esecuzione finalizzato alla revoca della confisca, conclusosi con il suo rigetto.

    Il giudizio in esame proseguiva con l'appello proposto dall'Agenzia del Demanio e con la sentenza della Corte d'Appello del 26.4.2010 che lo rigettava confermando la sentenza di primo grado.

    Ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi l'Agenzia del Demanio.

    Resistono con controricorso Sagrantino Italy srl ed Intesa Sanpaolo spa nelle qualità indicate.

    L'Agenzia del Demanio ed Intesa...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo la ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione dell'art. 2878 c.c. e art. 2742 c.c.. in combinato disposto con la L. n. 575 del 1965, art. 2 ter (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3).

    Rileva che erroneamente la Corte di merito ha affermato la prevalenza del diritto di ipoteca iscritto anteriormente al sequestro ed alla confisca, quali misure di prevenzione, indipendentemente dall'accertamento relativo al creditore garantito; e ciò per la pura e semplice anteriorità dell'iscrizione ipotecaria.

    Sotto questo profilo, infatti, la disciplina codicistica dell'art. 2878 c.c., in materia di ipoteca va necessariamente coordinata con la disciplina prevista dalla L. n. 575 del 1965, in materia di misure di prevenzione, in modo tale da assicurare, da un lato, l'effettivo raggiungimento dello scopo voluto dalla misura di prevenzione della confisca - che è quello di eliminare dal mercato un bene di provenienza illecita destinandolo ad iniziative di interesse pubblico - ; dall'altro, tutelare i titolari di diritti di garanzia sul bene che abbiano fatto affidamento, in buona fede, sulla situazione del debitore, e che, come tali, non possono vedere pregiudicata la propria situazione patrimoniale.

    Con il secondo motivo si denuncia la omessa motivazione sulla buona fede del creditore procedente, art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

    Osservava, a tal fine, la ricorrente che la questione sottoposta alla Corte di merito concerneva l'impignorabilità dell'immobile perchè acquisito al patrimonio indisponibile dello Stato ai sensi della L. n. 575 del 1965, rilevando che i terzi titolari di un diritto di garanzia sull' immobile, anche se iscritto anteriormente al decreto di sequestro adottato dal tribunale per le misure di prevenzione, possono far valere ...

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