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  • Fatto

    RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO

    1.- Il Tribunale di Venezia, con sentenza del 30 maggio 2005, ha rigettato la domanda proposta nei confronti di P.B. dal Fallimento di L.A. - promotore finanziario dichiarato fallito per avere svolto anche in proprio, illegalmente, attività di intermediario finanziario - di condanna alla restituzione della somma di L. 320.000.000 versata con denaro proprio dal fallito sulla posizione aperta in favore del P. presso l'INA SIM; pagamento qualificato indebito ovvero revocabile L. Fall., ex art. 67, n. 2, o, infine, inefficace L. Fall., ex art. 64.

    Il convenuto aveva chiamato in giudizio, in manleva, la s.p.a. Banca Generali, incorporante di INA SIM, perchè responsabile D.Lgs. n. 58 del 1998, ex art. 31 (TUF).

    Per quanto ancora interessa, il tribunale ha ritenuto che non potesse essere accolta l'azione L: Fall., ex art. 64, non avendo il fallimento provato la gratuità del versamento.

    La Corte di appello di Venezia, con la sentenza impugnata (depositata il 23 settembre 2009), ha accolto l'appello della curatela fallimentare e, in riforma della decisione di primo grado, ha condannato il P. a restituire alla massa la somma di Euro 165.266,21 oltre gli interessi nonchè al pagamento delle spese processuali del doppio grado - compensate dal tribunale - anche in favore della banca.

    Ha osservato la Corte di merito che era assolutamente pacifico e dimostrato (anche alla luce di un'informativa della Guardia di Finanza) che la somma necessaria per l'emissione dell'assegno circolare datato 26.10.1998 fosse stata prelevata, lo stesso giorno, dal conto corrente n. (OMISSIS) del Banco Ambrosiano Veneto, filiale di (OMISSIS), intestato al L. mentre era risultato totalmente privo di dimostrazione che il ...

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