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Estremi:
Cassazione civile, 2011,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con ricorso 8 aprile 2008, la società C. & I. s.r.l. in liquidazione e le società R&G. s.r.l. in liquidazione e F.lli Cosci di Cosci Roberto, Gianfranco & C. s.a.s. hanno chiesto l'ammissione alla procedura di concordato preventivo con suddivisione dei creditori in otto classi. Il Tribunale di Prato, con decreto del 16.4.2008, ha ammesso le società alla procedura disponendo la convocazione dei creditori.

    Raggiunta nell'adunanza la prescritta maggioranza, ed acquisita la relazione del commissario giudiziale ai sensi della L. Fall., art. 172 che aveva segnalato l'insufficienza del ricavato della liquidazione ad adempiere quanto prospettato ai creditori, il Tribunale ha fissato l'udienza di comparizione del giudizio di omologa L. Fall., ex art. 180, per il giorno 8 aprile 2009.

    Ritualmente costituitesi le parti proponenti, il commissario giudiziale, il giorno 6 aprile, ha depositato il suo parere confermando quanto già rappresentato nella precedente relazione.

    Il Tribunale, sostenendo che nel perimetro del controllo ad esso demandato rientrasse anche il potere-dovere di accertare la fattibilità dell'accordo intervenuto tra la società proponente ed i creditori, tenuto conto dei rilievi del commissario giudiziale che ha ribadito il già riscontrato deficit del ricavato della liquidazione, seppur in importo inferiore a quello precedentemente segnalato, ha respinto il concordato ed ha disposto la convocazione in camera di consiglio dell'imprenditore per la dichiarazione di fallimento.

    Il decreto è stato reclamato innanzi alla Corte d'appello di Firenze dalle proponenti che, per quel che rileva, hanno denunciato la nullità della costituzione del commissario, in quanto avvenuta senza il doveroso rispetto dei dieci...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.- Il primo motivo denuncia violazione e falsa applicazione della L. Fall., art. 173, comma 3 e art. 180, e correlato vizio d'insufficiente e contraddittoria motivazione su punto decisivo della controversia. Le ricorrenti ascrivono alla Corte del merito d'aver escluso la tardività, e dunque la conseguente inammissibilità della costituzione del commissario giudiziale, sulla base dell'erronea affermazione della natura ordinatoria e non perentoria del termine posto dalla L. Fall., art. 180, nonchè ponendo, parimenti, erroneo distinguo fra termine per la costituzione e termine per l'opposizione.

    Pacifico in punto di fatto che il commissario giudiziale si costituì il giorno 6 aprile 2009, in vista dell'udienza di comparizione fissata nel successivo 8 aprile, assumono la natura perentoria del termine in discorso, alla luce del più ampio dispiegarsi del diritto di difesa del proponente, e che, comunque, pur ammessa in tesi, la natura ordinatoria del termine, il suo mancato rispetto determina comunque l'inammissibilità della costituzione tardiva. La duplicità, posta dalla Corte territoriale tra il termine per la costituzione e quello per l'opposizione, confliggerebbe con l'esigenza di parità di trattamento e del diritto di difesa delle parti.

    L'inammissibilità della costituzione del commissario giudiziale e, per l'effetto, dell'opposizione da esso spiegata, secondo quanto disposto dalla L. Fall., art. 180, comma 3, avrebbe circoscritto il controllo del Tribunale alla mera regolarità della procedura, precludendo il controllo sulla fattibilità del piano concordatario.

    2.-Il secondo motivo deduce violazione della L. Fall., artt. 173 e 180, ed ancora correlato vizio di motivazione.

    L'errore di diritto denunciato dalle ricorrenti si...

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