ATTENZIONE: stai consultando la versione GRATUITA della Bancadati. Per accedere alla versione completa abbonati subito

  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con ricorso del 12-1-2009 la IVIR snc di Niccoli Piero e c. nonchè i soci illimitatamente responsabili N.P. e C.C. proponevano ai propri creditori un concordato con cessione dei beni, che assumevano sufficienti per soddisfare integralmente i crediti privilegiati e quelli di procedura e nella percentuale del 53,59% quelli chirografari.

    I creditori chirografari non venivano divisi in classi.

    Su tali presupposti, con decreto del 4-2-2009, il tribunale, ritenuta ammissibile la proposta, dichiarava aperta la procedura, e fissava l'udienza del 19-5-2009 per l'adunanza dei creditori.

    Nel corso dell'adunanza votavano in senso favorevole alla proposta i titolari di crediti per Euro 351.981,5, superiore alla maggioranza richiesta, quantificata in Euro 265.364.

    Essendo state raggiunte le maggioranze di legge, il Tribunale, con provvedimento del 20.5.09, fissava la camera di consiglio del 23-9- 2009 per l'eventuale omologazione. L'ordinanza veniva pubblicata per affissione e notificata ai sensi della L. Fall., art. 180.

    All'udienza del 23-9-2009 si costituivano il debitore proponente ed il commissario giudiziale. Nessuno dei creditori dissenzienti si costituiva.

    il tribunale omologava quindi il concordato con decreto del 23.9.09 con il quale stabiliva anche le modalità della liquidazione in assenza di disposizioni in tal senso nella proposta di concordato.

    Avverso detto decreto ricorre per cassazione la Ivir snc sulla base di un unico motivo, illustrato con memoria, cui resiste con controricorso la procedura.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Va preliminarmente rigettata l'eccezione di l'inammissibilità del ricorso.

    E ben vero che la L. Fall., art. 183, quale risulta a seguito delle modifiche di cui al D.Lgs. n. 169 del 2007, applicabile ratione temporis, stabilisce che avverso il decreto del tribunale che si pronuncia sull'omologazione va proposto reclamo alla Corte d'appello.

    Tale norma va però raccordata con quella della L. Fall., art. 180, comma 3, che stabilisce che se non sono proposte opposizioni da parte dei creditori all'omologazione, il tribunale verificata la regolarità della procedura e l'esito della votazione omologa il concordato con decreto non soggetto a gravame.

    Dal combinato disposto delle due norme si evince che il reclamo alla Corte d'appello ai sensi della L. Fall., art. 183, può effettuarsi nei casi in cui l'omologazione viene respinta (come è confermato dalla L. Fall., art. 183, comma 2, che prevede la contestuale impugnazione della sentenza di fallimento) ovvero nei casi in cui viene accolta nonostante la presenza di opposizioni.

    Nel caso di assenza di opposizioni, come quello di specie ,nessun gravame è ammesso ma ciò non toglie che contro il decreto possa sempre proporsi ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. se, come nel caso di specie, il provvedimento impugnabile riveste carattere decisorio. A tale proposito occorre osservare che la pronuncia di omologazione riveste senza ombra di dubbio carattere decisorio in quanto obbligatorio per i creditori di cui determina una riduzione delle rispettive posizioni creditorie. (v. in relazione al concordato fallimentare Cass. 3585/11), dovendosi aggiungere, con riferimento al caso di specie, che la società debitrice contesta con il presente ricorso il fatto che non sia stato riconosciuto il proprio diritto a nominare ...

Correlazioni:

Legislazione Correlata (12)

Visualizza successivi
please wait

Caricamento in corso...

please wait

Caricamento in corso...